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Sintesi dei temi principali emersi durante le fasi d'indagine.

Tra le questioni che più fortemente sono state individuate durante le fasi di indagine (istruttoria per la definizione delle linee strategiche, indagine ascolto, consultazione pubblica) come problematiche quella del centro storico è sicuramente una delle più sentite. I problemi inerenti a questa parte della città sono molteplici. Quest’area di alto valore ambientale è la principale zona di commercio al dettaglio ma anche sede privilegiata dagli automobilisti per l’attraversamento della città in quanto consente di evitare il passaggio nei corso Francia e Susa congestionati dal traffico e semaforizzati. L’impianto urbanistico ottocentesco dell’area non è adatto a sopportare il carico del traffico di attraversamento, particolarmente gravoso negli orari di prima mattina e prima sera. Si verifica in questa area un conflitto tra gli spostamenti pedonali usati per il commercio e per l’elevata qualità ambientale e i transiti veicolari che si verificano per minimizzare i tempi di attraversamento della città. Conflitto che genera pericolosità per i pedoni a causa della mancanza di percorsi pedonali protetti in strade strette e in cui le auto transitano a velocità elevate. I suggerimenti dati dai cittadini sono di due gradi di intervento: un primo di intervento minimo sul tessuto esistente che preveda la riorganizzazione dei sensi unici, la creazione dei percorsi protetti e l’utilizzo di tecniche di rallentamento per il veicoli a motore; un secondo grado di intervento che preveda l’allargamento della area pedonale di via Piol, fino ad un ipotesi chiusura del centro storico al traffico veicolare. Se sarà scelta l’ipotesi di intervento minimo, di riorganizzazione dell’assetto esistente, sono da prendere in considerazione atri due dati emersi chiaramente dall’indagine, e cioè la carenza strutturale di parcheggio e la mancanza di segnaletica di indicazione delle poche e piccole area esistenti per la sosta delle autovetture.

Il raggiungimento del centro storico con i mezzi privati sembra d’alto canto una scelta obbligata a causa della grave inefficienza del sistema di trasporto pubblico. Questo tema è stato fortemente portato alla luce da categorie diverse. Dagli studenti e dagli anziani principalmente, in quanto categorie che non hanno alternative di mobilità sulle medie e lunghe distanze, ma anche da categorie meno dipendenti da questo mezzo di trasporto. Il tema del trasporto pubblico è forse quello che meglio si correla all’integrazione degli strumenti legislativi di pianificazione di cui si è occupata finalizzata questa indagine, l’integrazione del PCO e del PUT. Molte dichiarazioni di insoddisfazione sono state fatte sugli orari della navetta 36, unico sistema di trasporto intercomunale, ad esempio da parte degli studenti, ma anche da parte dell’utenza del commercio. Consentire una facile accessibilità ai servizi programmando i tempi del trasporto pubblico in modo efficace potrebbe diminuire l’uso dell’auto privata togliendo parte del carico di traffico e allo stesso tempo “consumare” meno parcheggio, risorsa rara in diverse zone della città.

Alcune considerazioni sulle possibilità di una mobilità alternative all’automobile sono state fatte ed hanno portato alla luce la mancanza di una rete ciclabile che consenta lo spostamento in sicurezza con i cicli e l’inadeguatezza in alcune zone dei percorsi pedonali, particolarmente nelle vicinanze di alcuni dei plessi scolastici.

Il collegamento con Torino grava quasi interamente su corso Francia. Quest’asse è considerato troppo semaforizzato e nonostante questa peculiarità caratterizzato dalla presenza di incroci e immissioni pericolose. La necessità di migliorane la fluidità viene accompagnata dalla richiesta di elevare la qualità ambientale di controviali percepiti come luoghi di potenziale urbanizzazione su quest’asse di divisione della città.

Altro punto su cui si ritiene necessario una riprogettazione e un ripensamento sulla gestione sono gli svincoli della tangenziale sia su corso Francia che su corso Allamano. I giudizi su questi punti sono netti: “non funzionano”.

Tra le segnalazioni di disagio registrate la più presente è stata quella della congestione del traffico su corso Susa. Come possibilità di intervento sono state date il ridisegno complessivo con una riorganizzazione dei parcheggi e con interventi di arredo urbano nella parte che va da piazza Martiri fino all’incrocio con corso Torino. Incrocio questo in cui è stata fortemente richiesto l’inserimento di una rotonda per rendere il traffico più fluido.

Un‘indicazione precisa è stata data per il rafforzamento dei servizi telematici, consentendo di praticare alcune richieste e ottenere informazioni a distanza tramite l’uso di Internet, in modo da diminuire i tempi di attesa per lo svolgimento di attività burocratiche ma anche di diminuire gli spostamenti fisici per l’espletamento di queste azioni. L’attuazione di questo intervento, auspicabile vista la predisposizione mostrata dai cittadini e dagli utenti nell’utilizzo dei sistemi informatici, dovrebbe essere però accompagnato da un adeguato progetto di comunicazione. Molte volte alcuni servizi offerti dalla città non erano a conoscenza dei cittadini, fatto questo che compromette l’efficacia di azioni ritenute necessarie dai cittadini stessi, come ad esempio il decentramento.

Le attese per il miglioramento della circolazione e di gestione dei tempi sono accompagnate da una richiesta di aumento della qualità ambientale generale. I cittadini sembra vogliano suggerire che il coordinamento degli orari di funzionamento della città vada sostenuto da misure che consentano alternative all’uso della “soffocante” automobile organizzando un sistema di qualità diffusa per migliorare la qualità della vita nella fruizione della città.


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