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Il Sindaco

 

Il 10 giugno  2014 è stato eletto per il 2° mandato il Sindaco Franco Dessì.

 

Il Sindaco di Rivoli Franco Dessì è nato a Cesano Maderno (MB) il 16 maggio 1949.

E’ sposato con Graziella ed ha una figlia Marta.

Diplomato in Perito industriale, ha ricoperto il  ruolo professionale di dirigente presso un’azienda leader nazionale nel mercato dei prodotti elettrici.

Nel 2002 il Presidente della Repubblica gli conferisce la Stella al Merito del Lavoro.

Dal 23 giugno 2009 ad oggi Sindaco della Città di Rivoli


Il Sindaco FRANCO DESSI’  riceve i cittadini il mercoledì su appuntamento

Telefono segreteria: 011. 9513201

Per porre dei quesiti al Sindaco scrivete a sindaco@comune.rivoli.to.it e risponderà nella rubrica "Il Sindaco Risponde".

 

                  DISCORSO DI INSEDIAMENTO DEL SINDACO 
              AL CONSIGLIO COMUNALE DEL 30 GIUGNO 2014


Benvenuti a tutti!
Porgo il mio più cordiale saluto alle autorità civili e militari, ai rappresentanti dei Comitati dei Quartieri della Città, alle rappresentanze dell’associazionismo e del volontariato cittadino.

Saluto e ringrazio tutti i cittadini rivolesi, che hanno riconfermato la loro fiducia alle forze politiche della coalizione di centrosinistra e alla mia persona, consentendoci di continuare e di rinnovare l’esperienza di governo alla guida della nostra Città.

Una lunga storia amministrativa che, pur con diversi assetti politici, continua dal 1970; una storia amministrativa che indubbiamente ha favorito la crescita sociale, economica e culturale della Città, attraverso programmi, realizzazioni, azioni, che hanno avuto come protagonisti amministratori sempre orientati alla progressiva estensione dei servizi, specie quelli sociali a tutela dei nostri concittadini più deboli e bisognosi, e allo sviluppo socio-economico della nostra comunità.

Una lunga storia di governo, quella delle forze democratiche, riformiste e progressiste alla guida della Città, che, pur tra qualche inevitabile errore, ha segnato complessivamente risultati positivi,

Una lunga storia amministrativa, che oggi abbiamo l’onore di continuare nella consapevolezza delle legittime attese della Città; attese che dobbiamo il più possibile assecondare, nonostante gli inevitabili vincoli normativi ed economico-finanziari esterni, per essere degni della fiducia che ancora una volta ci è stata consegnata.

E’ stata una campagna elettorale lunga e travagliata, in cui, per noi, talvolta è stato difficile controbattere argomentazioni semplicistiche di impronta populistica, in quanto le forze di governo riformiste sono sempre costrette ad un ragionamento, qualche volta complesso e articolato, per motivare le proprie scelte di governo e di programma; ragionamento che non si può restringere nelle dimensioni dello slogan; e tutto ciò, non sempre, fa breccia immediata nella pubblica opinione.

Una campagna elettorale lunga e difficile, affrontata da tutti noi con impegno e assoluta dedizione, per cui ringrazio gli amici ed i compagni di tutti i Partiti della coalizione, in modo particolare tutte le candidate ed i candidati, che mi hanno sostenuto con entusiasmo e con passione;

li ringrazio, nella consapevolezza che il risultato riportato è quello di un “gruppo”, di una “squadra” che ha lavorato con lealtà, intento unitario e grande senso di appartenenza ad una storia ed a una tradizione politico-amministrativa che, ancora una volta, con il 46% dei consensi ricevuti si è dimostrata largamente maggioritaria nella nostra comunità.

Ringrazio il Consigliere Stefano Torrese, che pur nella durezza dello scontro, ha saputo mantenere un profilo di pacatezza e di rispetto verso gli avversari e quindi anche verso la mia persona; pacatezza e rispetto che sono culminati nel saluto augurale espressomi subito dopo la nostra vittoria al secondo turno; pacatezza e rispetto che, nella sconfitta, non sono sempre scontati, specie in un clima politico generale sempre più ispirato alla polemica esasperata, all’offesa gratuita e ad una volgarità imperante; di nuovo, grazie !

Ringrazio tutte le forze politiche della nostra opposizione che hanno permesso un confronto improntato ad una complessiva correttezza, pur negli inevitabili accenti polemici, confermando le lunghe e migliori tradizioni civili e democratiche della nostra Città.

La campagna elettorale è sempre occasione per conoscere al meglio la realtà della comunità in cui si opera e le sue attese.
Personalmente vi ho trovato conferma di una realtà cittadina in cui si accostano e sovrappongono situazioni socio-economiche le più diverse.

C’è una Città dinamica, che vive la realtà difficile del presente mostrando grande capacità di reazione, di voglia di affermazione, spendendo doti di intelligenza, di creatività, di impegno, di determinazione;

c’è una Città che rischia di ripiegarsi in modo rassegnato nel disagio, nel bisogno, nella fatica.

Alla Città dinamica, intelligente, creativa, votata all’affermazione dobbiamo garantire possibilità di azione e di sviluppo; alla Città ripiegata nella fatica del bisogno e del disagio dobbiamo portare concretamente il massimo di solidarietà possibile, cercando di ridarle speranza e fiducia.

Fortunatamente tra la Città che vive la fatica del vivere si muove in modo discreto, non appariscente, ma efficace, la Città solidale, quella del volontariato sociale, soprattutto emanazione delle realtà parrocchiali e della altre fedi religiose, che opera con generosità per lenire la fatica, il disagio, il bisogno di tanti nostri concittadini più sfortunati.

Ho la chiara consapevolezza che devo essere il Sindaco di tutti, anche di quella parte di cittadini che non hanno espresso il loro consenso nei nostri confronti, ma devo essere soprattutto il Sindaco di questi nostri concittadini, che rischiano di rimanere indietro, incagliati nella drammatica situazione della disoccupazione, degli sfratti esecutivi, della scarsità di risorse economiche, insufficienti a condurre una vita di dignità.

Amo dire che un Sindaco, ogni giorno del suo mandato, deve volgere lo sguardo verso l’alto, verso il futuro, per pensare allo sviluppo e alla crescita della sua Città, ma non deve mai dimenticarsi di puntare lo sguardo anche verso il basso, alla realtà concreta di un presente che non ci soddisfa, ad un presente che vede tanti suoi concittadini vivere la sofferenza del giorno per giorno.

Personalmente, questo sguardo bi-direzionale mi è imposto dai valori e dagli ideali trasmessami da una storia politica, quella in cui sono cresciuto e a cui appartengo;

é la storia dei sindaci, dei maestri elementari, dei medici condotti socialisti della pianura padana che, all’inizio del secolo scorso, combattevano la povertà, l’analfabetismo pressoché totale delle masse operaie e bracciantili, le malattie ataviche della miseria; è la storia dei Matteotti, dei Badaloni, dei Massarenti, dei Prampolini; una storia per certi versi eroica e romantica, sicuramente dimenticata da più, che pur tra tante contraddizioni, ma sempre mossa dagli ideali di giustizia sociale e di solidarietà, ha sempre combattuto lo sfruttamento, la povertà, le ingiustizie;

è la storia del socialismo riformista, umanitario e municipalista, iniziata a fine ‘800 ed espressasi al meglio nei primi decenni del secolo scorso, fino all’avvento del fascismo, per costituire poi, insieme agli insegnamenti che derivano dalla dottrina sociale della Chiesa, interpretati dal popolarismo cattolico, la base del moderno stato sociale, che si è via via consolidato negli anni della nostra storia repubblicana.

Di questa storia fa parte anche la grande tradizione riformista del Partito Comunista Italiano, che, chiamato alla responsabilità di governo in alcune regioni d’Italia, dopo la tragica parentesi della dittatura, ha creato forme di welfare-locale, che hanno costituto un esempio di eccellenza per tutto il Paese e non solo.

Tutto ciò per dire che, anche a Rivoli, pur con tutti i nostri limiti, ci sentiamo eredi della grande, variegata storia riformista del nostro Paese; un storia di riforme sociali ed economiche che ha trovato nel municipalismo le sue massime espressioni; una grande storia che dobbiamo contribuire a rinnovare costantemente, per quanto ci compete nella dimensione della terza Città della Provincia di Torino, e di cui dobbiamo dimostrarci degni in questi prossimi anni di amministrazione.

PREMESSA

Dopo questa introduzione di ordine generale, vorrei affrontare in grande sintesi 5 argomenti, che rappresenteranno la cifra della nostra amministrazione :
- il PROGRAMMA
- il RAPPORTO con la CITTA’ METROPOLITANA
- il RAPPORTO con la CITTA’
- la COMPAGINE di GIUNTA
- il RAPPORTO con le FORZE POLITICHE in CC.

                                                  IL PROGRAMMA

La coalizione di centrosinistra ha affrontato la campagna elettorale proponendo un PROGRAMMA politico-amministrativo elaborato e definito dal Partito Democratico, dal Movimento dei Moderati, dalle liste di Sinistra in Comune, in cui si sono integrati nell’occasione i compagni di Rifondazione Comunista e SEL in una esperienza unica ed originale nel nostro territorio, ed di Energie per Rivoli, una realtà nuova che si è positivamente presentata sullo scenario politico cittadino, animata dal tanto entusiasmo dei suoi aderenti e sicuramente destinata ad avere un ruolo importante nel dibattito politico-culturale della Città.

Proprio il “programma” costituisce un fondamentale elemento di coesione delle forze politiche della coalizione che, partendo da presupposti ideali, da riferimenti culturali, da storie, da visioni le più diverse hanno saputo mettere a fattor comune questi elementi di diversità in una progettualità condivisa, intorno ai temi politico-amministrativi più importanti per la nostra comunità.

Il nostro programma è già stato proposto alla Città in più occasioni ed con diverse modalità, tuttavia ritengo opportuno, in questa sede, tracciarlo in estrema sintesi.

Nei prossimi cinque anni, dovremo ancora partire dai vincoli economico-finanziari del nostro bilancio; ripeto, anche in questa occasione, come sia fondamentale partire dalle risorse disponibili per “fare le politiche”.

Senza la consapevolezza ed il rispetto dei vincoli economico-finanziari, l’attività amministrativa può far virare i programmi politico-amministrativi dal realismo delle cose possibili all’intento irrealizzabile, fino alla velleità populista e demagogica.

Una forza politica di governo moderna riformista e gradualista non può e non deve prescindere dai vincoli di bilancio, interni ed esterni.

E allora, su questo fronte, bisognerà ancora incentrare la nostra azione intorno a 4 obiettivi prioritari:

- una costante razionalizzazione della spesa;
- un progressivo recupero dell’evasione fiscale;
- una grande attenzione all’andamento delle entrate;
- una graduale e progressiva diminuzione del debito complessivo dell’ente, per attenuare l’impatto del rimborso dei mutui sulla spesa corrente e rendere quindi disponibili maggiori risorse per sostenere il complesso dei servizi.

In questo quadro, si inserisce un importante obiettivo del bilancio di parte corrente ovvero salvare l’assetto dei servizi, così come è venuto strutturandosi nella nostra Città negli ultimi decenni, con particolare attenzione ai servizi sociali;

i centri di costo del “sociale” andranno incrementati in uno sforzo di solidarietà verso quei nostri cittadini più sfortunati che vivono la drammaticità della difficile situazione sociale, indotta dalle non ancora superate criticità economico-finanziaria del Paese, a cui la nostra Città non è certo estranea.

Quindi punteremo ad aumentare gradualmente, per quanto ci verrà concesso dai vincoli economico-finanziari esterni, le risorse:
per l’emergenza abitativa;
per le politiche attive del lavoro;
per le politiche socio-assistenziali,
nella misura ci circa 400.000 € in cinque anni, portando il nostro impegno di spesa dagli attuali a 2,7 milioni ai circa 3,1 milioni. Insomma, la SOLIDARIETA’ deve continuare ad essere un elemento distintivo della nostra azione di governo !

Come dicevo precedentemente, se questo sarà l’impegno sul fronte dei servizi, con lo sguardo puntato verso il basso, è al nostro futuro di comunità che dobbiamo indirizzare lo sguardo verso l’alto.

Un’amministrazione comunale, per conseguire obiettivi di crescita e di sviluppo, ha solo uno strumento concreto: i piani di investimento per realizzare, non solo, ma soprattutto, un programma di opere pubbliche finalizzato ad una visione di Città almeno a 20 anni.

Noi pensiamo ad una Rivoli che consolidi le proprie vocazioni storiche, quella agricola, quella manifatturiera ed industriale, quella del terziario commerciale, ma che lanci la sua crescita anche lungo l’asse turistico -culturale.

L’avvicinamento graduale a questo ambizioso obiettivo, nei prossimi cinque anni di amministrazione, potrà essere concretizzato attraverso un piano di recupero e riutilizzo degli edifici storici della Città :

per la Collegiata Alta, manca il restauro delle cappelle;
a breve inizieremo i lavori di recupero interno alla Chiesa di Santa Croce, per un importo di 900.000 €;
dovremo aprire un dibattito in Città e tra le forze politiche sulla destinazione d’uso di Palazzo Piozzo ed il Palazzo di Città;
dovremo riqualificare gli interni di Villa Cane d’Ussol, dopo i lavori ormai conclusi per il risanamento del tetto, delle facciate e dei serramenti;
dovremo operare il restauro degli interni e della copertura della chiesa della Croce Dorata.

Tutte queste opere ammonterebbero, da una personale valutazione, che andrà ovviamente confermata dalla nostra direzione tecnica, a circa 9 milioni di Euro, che con gradualità potremo posizionare sulle future annualità dei piani di investimento.

Tutti questi edifici “recuperati” andrebbero a costituire quello che noi abbiamo definito il “percorso monumentale” della Città, che potrà costituire un forte elemento di attrazione turistico - culturale insieme al Castello, la cui area abbiamo recentemente riqualificata, e alla formazione di Piazza Grande ovvero il nostro “sogno” di un grande spazio collettivo unitario e pedonalizzato nella parte bassa della Città, una sorta di museo di arte contemporanea all’aperto.

Se l’investimento sugli edifici storici appare strategico per conseguire l’obiettivo di una Città a più marcata vocazione turistico-culturale, in parallelo vanno pianificate e concretizzate altre due priorità :
- la conclusione del programma di riqualificazione dell’edilizia scolastica;
- la costante manutenzione straordinaria della viabilità; negli ultimi cinque anni siamo intervenuti su 139 delle 440 vie e piazze della Città e quindi rimane ancora molto da fare.

Tutto ciò nella consapevolezza che saremo di fronte a due vincoli ineludibili e cioè :
- per gli investimenti disporremo di risorse proprie indicativamente intorno ai 30 milioni di €;
- dovremo continuare nella progressiva diminuzione del debito dell’ente e quindi dovremo ricorrere a finanziamenti esterni con grandissima cautela.
Ovviamente queste priorità potrebbero essere modificate, se venisse finalmente finanziato da parte dello Stato, e quindi cantierato, il prolungamento della linea della Metropolitana fino a Piazza Togliatti;

questo intervento obbligherebbe il nostro Comune ad un investimento di circa 12 milioni di Euro, che, penso si sia tutti d’accordo, dovrà assumere assoluta priorità.

Un obiettivo collaterale è quello della costruzione del secondo cimitero.
Si tenga presente che il Piano Regolatore Cimiteriale, elaborato nel 2011, conferisce un punto di saturazione dell’attuale area al 2023 oppure, con un’ampliazione che forse non sarà possibile realizzare, fino al 2031.
Ecco perché, in un caso o nell’altro, quello del secondo cimitero dovrà essere assunto come obiettivo di assoluta priorità

Sarebbe un progetto finanziato e gestito da operatori del settore, identificati attraverso un bando pubblico, che non dovrebbe comportare oneri per la mostra amministrazione.
Ma nel merito apriremo un ampio dibattito nella Città, a partire dalla collocazione della nuova area cimiteriale.

Altro obiettivo prioritario della nostra Amministrazione, sarà l’approvazione della variante strutturale del PRGC, per la quale negli scorsi cinque anni abbiamo formulato le linee guida, che poggiano su un assunto di base: no al consumo di suolo agricolo, fatto salvo il posizionamento della nuova area cimiteriale.

Ora si dovrà entrare nel merito tecnico-normativo di uno strumento fondamentale per la pianificazione ed il governo del territorio comunale, ed anche in questo caso apriremo un ampio confronto tra le forze politiche e nella Città.
Questi, in strema sintesi i principali punti programmatici che costituiranno i riferimenti principali della nostra azione amministrativa.

La CITTA’ METROPOLITANA

Tutti questi obiettivi di pianificazione del territorio, e io dico anche gli obiettivi gestionali attinenti la programmazione dei servizi, dal 1° Gennaio 2015, dopo la sua fase costitutiva, dovranno fare i conti con questo nuovo ente intermedio.

Penso che molti di noi continuino ad avere molte perplessità sulla scelta di istituire la Città Metropolitana, almeno così come è stata pensata; confesso che io sono ancora tra questi;

tuttavia la scelta è stata fatta, è ormai irreversibile e quindi dobbiamo realisticamente lasciarci alle spalle qualsiasi remora, per cercare di cogliere il massimo delle opportunità di un futuro, che oggi siamo chiamati a costruire per “sostituire” un presente che non ci soddisfa.

Ogni scelta di cambiamento, come sappiamo, porta con sé qualche dose di rischio e contiene sempre un potenziale di opportunità.

Scusate l’ovvietà, ma a noi oggi tocca, concretamente, ridurre al minimo la dose di rischio e sviluppare al massimo il potenziale di opportunità di questa nuova realtà istituzionale.

Nel merito delle principali questioni attinenti la fase costitutiva del nuovo ente, vorrei toccare solo il tema della rappresentanza delle aree omogenee, in cui è storicamente diviso il territorio provinciale.

Rivoli appartiene all’area omogenea della zona Ovest di Torino; un ambito territoriale storicamente integrato sul piano socio-economico e politico-amministrativo; si pensi solo al lavoro comune svolto dalle singole amministrazioni in seno al Patto Territoriale e all’interno del CIDIU, la nostra azienda di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti.

Ebbene, gli interessi di questa realtà, una delle aree forti dell’economia regionale e del Paese, debbono essere sicuramente rappresentati nell’ambito del Consiglio della Città Metropolitana.

E per essere più forti ed autorevoli all’interno di questa nuova realtà istituzionale, nei Comuni dell’Area Ovest deve nascere la consapevolezza che il loro futuro non può essere visto solo all’ombra del proprio campanile.

La necessità di razionalizzare i costi dei servizi, in una fase storica di progressiva e irreversibile diminuzione dei trasferimento statali agli enti locali, e ancor di più la necessità di attrarre finanziamenti esterni, pubblici e privati, da destinare allo sviluppo, impongono una progressiva integrazione dei Comuni a livello di pianificazione strategica del territorio nei settori dei servizi sociali, dei trasporti, dell’ambiente, della cultura, del turismo e così via.

Ciò non significa dover rinunciare all’originalità delle storie, delle tradizioni, delle peculiarità civiche, culturali e socio-economiche delle singole municipalità, significa avere coscienza dell’impossibilità di affrontare un futuro di sfide e di cambiamenti in uno splendido isolamento.

Bisogna assumere la consapevolezza che il nostro futuro dovrà essere pensato, guardando oltre il perimetro del nostro territorio.

Da questo punto di vista, a Rivoli, così come negli altri comuni , è quindi necessario un approccio amministrativo più aperto al confronto con le altre amministrazioni, in un’ottica di integrazione territoriale e per questo ci viene richiesto un radicale cambiamento della nostra cultura amministrativa, sedimentata negli anni, gelosa delle proprie prerogative municipalistiche.

In tal senso, il nostro primo banco di prova, a Rivoli, sarà la stesura della variante strutturale del Piano regolatore.


Il RAPPORTO con la CITTA’

Come ho già avuto modo di dire a più riprese, un Sindaco deve basare il proprio impegno a favore della comunità che rappresenta, stando sempre all’ascolto del suo cuore, in un rapporto diretto con i cittadini e con le loro espressioni rappresentative.

A Rivoli opera un vastissimo tessuto associazionistico e partecipativo, che rappresenta appunto il cuore pulsante della Città; si tratta di un soggetto collettivo composto da circa 4.500 cittadini; è ai battiti di questo cuore che dobbiamo prestare ascolto; ai battiti di un cuore che pulsa di passione, di altruismo, di amore per la nostra comunità..

E quindi, per avere indicazioni utili su cui basare le scelte politico-amministrative più significative, per intenderci quelle che escono dal perimetro della normale amministrazione, dobbiamo coinvolgere la vastissima realtà associazionistica e partecipativa della Città in un processo continuo di consultazione

Per questo, fin dall’inizio del mandato, chiederò agli assessori di fissare, per ognuna delle deleghe ricevute, i propri interlocutori tra i comitati di quartiere, le realtà del volontariato sociale, le associazioni culturali e sportive, le organizzazioni di categoria;

ovvero chiederò agli assessori di scavare in quel giacimento di intelligenze, di competenze, di entusiasmo, di passione, di amore per la comunità, di cui Rivoli rappresenta una ricchissima miniera.

Solo attraverso la consultazione sistematica e organizzata dell’ associazionismo e delle rappresentanze partecipative della Città, una amministrazione può diventare un “buon governo” basato sull’interpretazione dei bisogni reali e sulla soluzione dei problemi concreti della Città.

La COMPAGINE di GIUNTA

Ma con quali risorse umane e modalità di lavoro potremo conseguire questi obiettivi ?

Ho pensato e concretizzato una Giunta che rispettasse 3 criteri :
una componete di CONTINUITA’;
una componente di CAMBIAMENTO;
una più significativa componente FEMMINILE.

La nuova Giunta sarà di 7 Assessori ed in essa la componente della CONTINUITA’ sarà garantita dalla presenza di tre Assessori della Giunta precedente; essi contribuiranno a confermare uno stile di lavoro amministrativo fatto di competenza, di concretezza, di dedizione e di passione, costituendo peraltro un esempio per le nuove entrate.

Inoltre, potranno dar seguito a quelle porzioni del programma amministrativo precedente, di cui sono stati protagonisti, che non sono state portate a compimento per ragioni procedurali, amministrative e organizzative.

La componente del CAMBIAMENTO sarà garantita da 4 quattro nuovi assessori, di cui 3 donne, cogliendo nel contempo l’obiettivo di una più importante rappresentanza femminile rispetto al passato.

In condizioni normali, il giusto mix tra CONTINUITA’ e CAMBIAMENTO è la migliore soluzione per conseguire un graduale rinnovamento, perché permette di sedimentare e trasmettere saperi, esperienze, stili di lavoro, innestandoli sul nuovo che inevitabilmente avanza e che deve caratterizzare il nostro futuro.

Per chiunque sia in posizioni di responsabilità, e ciò vale anche per la politica e l’amministrazione pubblica, il giusto mix tra CONTINUITA’ e CAMBIAMENTO è anche il miglior modo per creare i propri “sostituti”.

Chiunque sia in posizioni di responsabilità, deve pensare al suo “dopo”, a chi passare il proprio testimone, a come preparare il cambiamento.

Non deve egoisticamente chiudersi nella sua ambizione personale, non deve pensare solo al suo presente e al suo futuro, ma aprirsi generosamente ai suoi collaboratori, farli partecipare ai processi decisionali, coinvolgerli nella comune responsabilità dei piani e dello loro realizzazioni, favorendo la loro crescita personale e professionale, nel nostro caso di tipo politico-amministrativa.

Quindi, personalmente, sento come obiettivo prioritario di questo mio secondo e ultimo mandato, insieme al conseguimento degli obiettivi programmatici, quello di contribuire a formare un nuovo quadro dirigente democratico, riformista e progressista della Città, in grado di raccogliere il testimone di una lunga, grande tradizione amministrativa.

Un nuovo quadro dirigente, in cui non predomini solo necessariamente la componente anagrafica, pur importante, ma attraverso il quale si possano esprimere nuove esperienze, nuove capacità, nuovi entusiasmi e nuove energie.
I nuovi Assessori, nella fase di esordio potranno pagare lo scotto dell’inesperienza, cui potranno supplire con l’entusiasmo, la voglia di imparare e di fare di chi si accinge ad una nuova sfida, anche come opportunità di crescita personale, nel nostro caso orientata all’interesse più generale della comunità.

Come ebbi a dire in occasione del primo insediamento, a tutti gli assessori saranno stati richiesti :

- grande impegno, quindi abnegazione e spirito di servizio;
- capacità di relazionarsi con il vasto tessuto della partecipazione cittadina, per poter contare sulle originalità, sulle creatività e sulle intelligenze diffuse della Città;
- una costante ricerca di integrazione con la struttura organizzativa della macchina comunale;
- un forte orientamento al lavoro per obiettivi e quindi al risultato ;
- uno spiccato senso di squadra, nella consapevolezza che i risultati solo eccezionalmente sono frutto di un pur bravo “solista”, sempre della “squadra”.

Il RAPPORTO con le FORZE POLTICHE in Consiglio Comunale

Un sistema democratico maturo deve essere caratterizzato da un confronto continuo e costruttivo tra forze di governo e di opposizione.
E questo confronto deve essere sempre ricercato pur in presenza di valori, di visioni, di strategie le più diverse.

Solo così la rigorosa distinzione dei ruoli tra forze politiche di governo e di opposizione diventa rapporto positivo nell’interesse della comunità che siamo chiamati a rappresentare e a guidare.

E questa distinzione, pur basandosi su una dialettica politica anche aspra e accesa, deve sempre reggersi sul riconoscimento reciproco tra le forze politiche e sul rispetto tra le persone, che sono tali ancor prima di essere esponenti di maggioranza o di opposizione.

Come ebbi a dire nel mio primo discorso di insediamento, tutte le forze politiche, qualunque sia il ruolo che rivestano nelle istituzioni cittadine, devono sentirsi coinvolte su un comune obiettivo: rendere credibile la POLITICA agli occhi dei cittadini, come presupposto per attrarre nuove forze, energie, idealità, passioni, competenze da coinvolgere nella “cura della cosa pubblica”.

Questo fondamentale obiettivo comune può essere colto, fornendo esempi di correttezza, di pacatezza, di serietà, di maturità e di responsabilità democratica.

Come giunta e come maggioranza ci impegneremo a creare le condizioni di un clima di confronto positivo, nella piena consapevolezza che anche dall’opposizione possano provenire proposte, idee, sollecitazioni, contributi di arricchimento, da accogliere nell’interesse più generale della Città.

Tutto ciò, lo ripeto, avendo un importante obiettivo comune: rendere credibili la POLITICA ed i PARTITI agli occhi della pubblica opinione, come presupposto imprescindibile della convivenza democratica, in un momento storico in cui si va via via dilatando nella società italiana un qualunquismo populistico pericoloso, che produce una pericolosa erosione alla credibilità delle istituzioni democratiche del nostro Paese.

Quindi, maggioranza e opposizione devono riconoscere vicendevolmente i propri ruoli in un clima politico-istituzionale sempre e comunque improntato al rigoroso rispetto dell’avversario.

Mi avvio alla conclusione, ricordando, soprattutto a me stesso, che la nostra azione di amministratori deve trarre linfa anche dalla grande storia democratica della nostra comunità;

una storia che ha visto sacrificarsi per i valori di democrazia, di libertà, di giustizia sociale e di uguaglianza ben 71 nostri concittadini, caduti in combattimento o per rappresaglia nella lotta di liberazione dal nazi-fascismo.

In questo sacrificio, tutti insieme dobbiamo ritrovarci, nel riconoscimento comune dei valori della Resistenza e dell’antifascismo.

A qualcuno che potrebbe trovare retorico o quanto meno fuori tempo e fuori luogo questo richiamo, voglio semplicemente ricordare che oggi siamo qui a celebrare questo evento di democrazia perché ci sono stati quei sacrifici, quei caduti che hanno contribuito al riscatto della dignità del nostro Paese dopo la tragica parentesi ventennale del fascismo.

Sacrifici e lotte da cui è nata la repubblica democratica e la sua carta costituzionale, dai cui valori portanti nessun amministratore può prescindere nella sua azione quotidiana a favore della propria comunità.

Per finire, come ho già richiesto alla fine del primo discorso di insediamento, 5 anni fa, mi siano consentiti due riferimenti personali; un ringraziamento ed una richiesta di preghiera.

Il ringraziamento va a mia moglie Graziella; in tutti questi 40 anni di vita insieme, la mia lunga militanza di partito, sovrapposta ad un carico professionale sempre molto intenso, ed il mio impegno politico-amministrativo di questi ultimi cinque anni, si sono resi possibili grazie alla sua tolleranza di fronte alle rinunce imposte dalla mia attività; quanti pranzi, quante cene, quante serate trascorse in solitudine... Nemmeno Graziella li potrebbe contare !

Senza la sua intelligente comprensione ed il suo costante, amorevole incoraggiamento nei momenti di solitudine e di delusione, in cui inevitabilmente si trova un Sindaco, per me sarebbe stato decisamente più arduo sostenere il peso di questa sfida difficile, complessa, e totalmente coinvolgente anche della sfera privata.

Dicevo di una sfida dura, difficile, complessa, che può risolversi positivamente grazie al lavoro, all’impegno, alla dedizione, alla determinazione nel lavoro quotidiano, come in ogni frangente della nostra vita.

Impegno, dedizione, determinazione che, per quanto mi riguarda, nascono ovviamente dai miei ideali e dall’amore per la Città, ma che sicuramente dovranno essere sostenuti dal buon Dio e aiutato dai miei genitori e dalla mia bambina che non sono più tra noi, ma che sicuramente, in questo momento, mi stanno guardando da qualche posto lontano, oltre lo spazio e oltre il tempo.

A loro chiedo una preghiera per sostenermi nel gravoso impegno che mi attende nei prossimi cinque anni!

Ho veramente finito; ora non ci rimane che cominciare a lavorare.

Grazie, veramente grazie a tutti.


                                                                                                  Franco Dessì
Rivoli 30 Giugno 2014

 


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