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CAPO V - PARTECIPAZIONE POPOLARE

Articolo 33
Principi generali

1. Il Comune promuove l’effettiva partecipazione dei cittadini singoli ed associati ai processi politico decisionali ed ai procedimenti amministrativi. A tal fine:

a) fornisce un’informazione tempestiva, completa e chiara ai cittadini;

b) facilita la consultazione degli atti dell’Amministrazione comunale;

c) favorisce la più ampia consultazione dei cittadini attraverso gli organismi partecipativi e i referendum;

d) valorizza e promuove il contributo che i cittadini danno, per la migliore tutela degli interessi collettivi, con le istanze, le petizioni, le proposte e le segnalazioni nelle materie che sono oggetto delle funzioni amministrative del Comune nei settori organici dei servizi sociali, dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico e che riguardano la popolazione ed il territorio comunale.


Articolo 34
Diritti di accesso

1. Al fine di assicurare la trasparenza e l’imparzialità dell’attività amministrativa i cittadini possono prendere visione di tutti gli atti dell’Amministrazione comunale ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del Sindaco che ne vieti o ne procrastini l’esibizione in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza della persona, dei gruppi e delle imprese o l’esito delle pratiche in corso.

2. Apposito regolamento disciplina le modalità per esercitare il diritto di accesso che deve salvaguardare l’efficienza dell’Amministrazione.


Articolo 35
Partecipazione al procedimento amministrativo

1. Il Comune è tenuto a comunicare l’avvio del procedimento amministrativo conseguente ad un’istanza o iniziato d’ufficio:

a) ai soggetti nei confronti dei quali il provvedimento finale è destinato a produrre effetti diretti ed a quelli che per legge debbono intervenirvi;

b) ai soggetti individuati e individuabili nel contesto dell’atto ai quali possa derivare un pregiudizio dal provvedimento.

2. La comunicazione deve contenere l’oggetto del procedimento promosso, l’ufficio e la persona responsabile del procedimento, l’ufficio in cui si può prendere visione degli atti.

3. Qualunque soggetto, portatore di interessi pubblici o privati, nonché i portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni o comitati, cui possa derivare un pregiudizio dal provvedimento, hanno facoltà di prendere visione degli atti e di presentare memorie scritte che l’Amministrazione ha l’obbligo di valutare ove siano pertinenti.

4. Queste disposizioni non si applicano:

a) quando vengano esaminati atti normativi, amministrativi generali, di pianificazione e di programmazione, per i quali restano ferme le particolari norme che ne regolano la formazione;

b) ai procedimenti tributari per i quali restano parimenti ferme le particolari norme che li regolano;

c) alle ordinanze sindacali e dirigenziali.

5. Ai fini della partecipazione, presso la Commissione dei Capigruppo è istituito, con le modalità indicate nel regolamento, l’albo comunale delle associazioni e dei comitati spontanei.


Articolo 36
Consultazioni

1. Per una migliore tutela degli interessi collettivi il Comune favorisce la più ampia consultazione dei cittadini chiamandoli ad esprimersi sugli atti di indirizzo politico e sui relativi programmi di attuazione attraverso:

a) i referendum;

b) le Consulte comunali di settore;

c) i Comitati spontanei di quartiere;

d) strumenti idonei e mirati a conoscere l’orientamento di settori della popolazione su questioni particolari.


Articolo 37
Referendum

1. I referendum sono ammessi su temi di esclusiva competenza comunale e che hanno rilevanza sull’intera comunità.

2. I referendum possono essere promossi:

a) dal dieci per cento degli elettori del Comune;

b) dal Consiglio comunale con il voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri assegnati.

3. Sono esclusi dal referendum la revisione dello Statuto, le decisioni in materia di tributi locali e tariffe, l’esecuzione di norme statali e regionali, le espropriazioni per pubblica utilità.

4. La proposta di referendum di iniziativa popolare, sottoscritta da venti elettori del Comune, deve essere inoltrata al Segretario generale. L’ammissibilità dell’oggetto è verificata da una commissione composta dal Segretario generale che la presiede, dal Difensore civico e dal Dirigente dell’ufficio legale del Comune. La stessa commissione verificherà la regolarità delle firme debitamente autenticate, raccolte dopo l’ammissione del referendum, ai fini della indizione.

5. I referendum sono indetti dal Presidente del Consiglio, previo deliberazione del Consiglio comunale; devono avvenire entro novanta giorni dall’esecutività della delibera di indizione e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali o comunali .

6. Il quesito sottoposto a referendum è dichiarato accolto se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.

7. Entro trenta giorni dalla proclamazione dell’esito favorevole del referendum, la Giunta comunale o il Consiglio, a seconda della competenza, dovrà discutere e deliberare sull’argomento proposto a referendum.

8. Per l’organizzazione e le modalità di esecuzione dei referendum si rinvia, per quanto compatibile, alla disciplina dello Stato.


Articolo 38
Consulte comunali di settore

1. Le Consulte comunali di settore sono chiamate ad esprimere pareri e formulare proposte sugli indirizzi politici di settore.

2. Le Consulte comunali di settore sono istituite dal Consiglio comunale. Ogni Consulta è costituita dai rappresentanti delle associazioni, dei comitati, delle organizzazioni sindacali e professionali riconosciute, degli organismi portatori di interessi settoriali e da cittadini con particolare qualificazione ed esperienza. Ne fanno parte di diritto gli Assessori competenti per materia. Il Sindaco prende atto, con proprio provvedimento, delle designazioni effettuate dalle associazioni e dalle organizzazioni.

3. Ogni Consulta elegge il proprio Presidente.

4. L’Amministrazione comunale ha l’obbligo di prendere in considerazione i pareri, motivando l’eventuale dissenso.


Articolo 39
Comitati spontanei di quartiere

1. Il Comune favorisce con mezzi idonei i Comitati spontanei di quartiere quali organismi democratici di partecipazione su base decentrata volti a valorizzare le specifiche istanze presenti nel territorio e ad integrarle con gli indirizzi politici comunali.

2. I Comitati spontanei di quartiere vengono regolarmente consultati dagli organi comunali per gli aspetti concernenti il proprio territorio nonché per formulare pareri e proposte in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione, del piano regolatore comunale nonché degli strumenti esecutivi per gli aspetti meramente urbanistici, del piano commerciale e del piano del traffico.

3. L’Amministrazione comunale ha l’obbligo di prendere in considerazione i pareri, motivando l’eventuale dissenso.

4. I Comitati spontanei di quartiere hanno l’obbligo di depositare presso il Comune i propri atti costitutivi e i rispettivi Statuti sociali.


Articolo 40
Istanza

1. I cittadini, singoli o associati, possono presentare all’Amministrazione istanze su questioni di interesse generale.

2. Il Sindaco le assegna all’organo competente per l’esame e la risposta, entro trenta giorni.

Articolo 41
Petizione

1. La petizione è una richiesta che i cittadini rivolgono al Sindaco o al Presidente del Consiglio comunale per chiedere provvedimenti amministrativi o esporre comuni necessità. Non può avere come contenuto un interesse esclusivamente personale.

2. Dopo la verifica di ammissibilità fatta dal Segretario generale, il Sindaco o il Presidente assegnano la petizione rispettivamente alla Giunta comunale o al Consiglio, a seconda delle competenze.

3. Le petizioni devono essere esaminate entro quarantacinque giorni dalla loro presentazione. Le decisioni assunte dagli organi comunali sono comunicate agli interessati entro dieci giorni.

4. La petizione deve essere sottoscritta da non meno dell’uno per cento degli elettori e accanto alla firma devono essere riportati i dati anagrafici .


Articolo 42
Proposta

1. La proposta è un’iniziativa dei cittadini finalizzata a far assumere dall’organo comunale competente un provvedimento di interesse generale.

2. Ai promotori della proposta il Comune fornisce la consulenza per la redazione della proposta di provvedimento.

3. La proposta deve essere sottoscritta da almeno il due per cento degli elettori; le firme devono essere autenticate. Va esaminata entro quarantacinque giorni dalla sua presentazione.

4. La verifica di ammissibilità della proposta per quanto concerne il numero e l’autenticazione delle firme è fatta dal Segretario generale; la proposta è quindi sottoposta al Dirigente competente per materia per il parere di regolarità tecnica, e, qualora comporti impegno di spesa o diminuzione di entrata al responsabile di ragioneria in ordine alla regolarità contabile.

5. Sono escluse dal diritto di iniziativa popolare: la revisione dello Statuto, le decisioni in materia di tributi locali e tariffe, l’esecuzione di norme statali e regionali, le espropriazioni per pubblica utilità.


Articolo 43
Azione popolare

1. Ciascun elettore può far valere in giudizio le azioni e i ricorsi che spettano al Comune.

2. Il giudice ordina l’integrazione del contraddittorio nei confronti del Comune. In caso di soccombenza, le spese sono a carico di chi ha promosso l’azione ed il ricorso, salvo che il Comune abbia aderito alle azioni e ai ricorsi promossi dall’elettore..


Articolo 44
Ufficio relazioni con il pubblico

1. Il Comune istituisce l’ufficio relazioni con il pubblico allo scopo di curare i rapporti tra Amministrazione comunale e cittadini . Ove possibile, sarà lo stesso ufficio a fornire ai cittadini gli atti ed i provvedimenti richiesti. Negli altri casi, l’ufficio curerà l’accoglienza dei cittadini, fornendo loro gli strumenti e le indicazioni necessarie per farli accedere agevolmente e tempestivamente ai servizi richiesti, presso i competenti uffici.

2. L’Ufficio relazioni con il pubblico raccoglie le segnalazioni di mancanze e disfunzioni dei servizi ed eventuali suggerimenti da parte dei cittadini. Tali segnalazioni sono tempestivamente comunicate agli uffici competenti per gli interventi necessari.

3. L’Ufficio relazioni con il pubblico è, di norma, ubicato presso la sede comunale che ospita il maggior numero di uffici.

4. Il Sindaco invia semestralmente al Consiglio comunale una relazione sull’attività svolta dall’ufficio.

5. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi disciplina quanto non previsto dallo Statuto.


Articolo 45
Difensore civico

1. Il Difensore civico è istituito a garanzia dell’imparzialità e del buon andamento dell’amministrazione comunale. Segnala di propria iniziativa o su istanza dei cittadini singoli o associati, abusi, disfunzioni, carenze e ritardi dell’Amministrazione comunale, degli enti e delle aziende dipendenti dal Comune.

2. Il Difensore civico è eletto dal Consiglio comunale a maggioranza dei due terzi dei componenti, tra i cittadini di provata moralità e imparzialità iscritti nelle liste elettorali del Comune, che abbiano la necessaria preparazione ed esperienza professionale nel campo giuridico amministrativo. La carica di Difensore civico è incompatibile con qualsiasi altra carica elettiva. Dura in carica cinque anni, non è rieleggibile, può essere revocato col voto dei due terzi dei componenti il Consiglio. Per l’adempimento delle sue funzioni ha diritto di ottenere dagli uffici del Comune e degli enti ed aziende dipendenti l’esibizione di atti e documenti, nonché ogni notizia connessa alla questione trattata. Ha sede presso il Comune e per l’espletamento delle sue funzioni si avvale di personale comunale che gli viene assegnato. La Giunta gli attribuisce una indennità in misura non superiore a quella prevista per gli Assessori.

3. Il Difensore civico invia al Consiglio comunale una relazione semestrale sull’attività svolta, corredata dalle proposte e dai provvedimenti adottati.

4. Il regolamento sul Difensore civico disciplina quanto non previsto dallo Statuto.

5. Nell’ambito della normativa vigente, il Difensore civico controlla le deliberazioni di Giunta e di Consiglio nei limiti delle illegittimità denunciate.

6. Il Comune , in alternativa ad un proprio Difensore civico, può avvalersi, mediante apposita convenzione, stipulata ai sensi dell’art.30 del T.U. 267/2000, di un Difensore civico operante a livello provinciale o intercomunale.




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