Sindaco

Andrea Tragaioli l’11 giugno 2019 è stato eletto Sindaco di Rivoli

Il Sindaco ANDREA TRAGAIOLI riceve i cittadini su appuntamento il lunedì dalle ore 14.00 alle ore 16.30 Telefono Segreteria del Sindaco: 011. 9513201 – 3202 Per porre dei quesiti al Sindaco scrivete a sindaco@comune.rivoli.to.it

Rubriche

Appuntamenti Istituzionali

 Calendario dei principali appuntamenti del Sindaco  

Venerdì 8 Marzo

  • alle ore 9:30, il Sindaco aprirà con un saluto di benvenuto il convegno “Uniti contro la Violenza” che si terrà a Rivoli presso il Centro Congressi sito in Via Dora Riparia n.2;
  • alle ore 11:00, il Sindaco parteciperà alla cerimonia per l’intitolazione di Via Rita Levi Montalcini, alla presenza di Piera Levi Montalcini e degli studenti delle Scuole di Rivoli;
  • alle ore 17:30, il Sindaco sarà presente all’inaugurazione della mostra “Scienziate – Donne che hanno dato contributi essenziali alle Scienze dall’antichità a oggi“, che si terrà presso la Casa del Conte Verde, sita in Via Fratelli Piol n.8 – Rivoli.

Brevi risposte alle principali domande rivolte dai cittadini nel corso dei colloqui e degli incontri pubblici.

 

Ancora sull’argomento “metropolitana”

Insediamento dell’Osservatorio sui cantieri dell’intera opera

Giovedì 20 Settembre, presso la Sala Consigliare del Comune di Collegno, si è tenuto l’incontro di insediamento dell’Osservatorio sui cantieri dell’intera opera, che prolungherà la LINEA 1 fino al capolinea di Cascine Vica, dalla attuale stazione di Fermi, attraverso le fermate di Collegno Certosa, Collegno Centro, Leumann.

Nel corso della serata l’Amministratore unico ed il Direttore Tecnico di INFRA.TO, la società di GTT incaricata della progettazione preliminare e definitiva e delle procedure di appalto dell’opera, hanno illustrato i contenuti tecnico-costruttivo del progetto; rispondendo alle domande dei cittadini presenti, tra cui molti rivolesi, hanno confermato l’inizio dei lavori della seconda semitratta, dalla stazione di Collegno Centro al capolinea di Cascine Vica, per Giugno 2019 e la fine dei cantieri, che avranno una durata di tre anni e mezzo, entro il 2022.

Ma il vero obiettivo della serata era il “lancio” dell’Osservatorio, organismo di “partecipazione” riservato alle forze politiche, ai rappresentanti delle categorie economiche, ai comitati di quartiere, alle associazioni, ma anche a singoli cittadini; organismo pensato per consentire un ”controllo” da parte delle comunità sull’avanzamento dell’opera attraverso un’informazione puntuale, con l’obiettivo di eventualmente avanzare proposte tecniche, per esempio concernenti la viabilità ma non solo, volte a ridurre al minimo possibile gli impatti negativi dei cantieri.

Le riunioni dell’Osservatorio saranno aperte a tutta la cittadinanza, ma sarebbe preferibile iscriversi compilando un apposito modulo – restiamo a disposizione per fornirne copia – alfine di essere convocati e per ricevere informazioni sull’avanzamento dei cantieri e sulle problematiche connesse.

Nel corso della serata ho ribadito l’impegno del Comune di Rivoli nella realizzazione delle opere funzionali al capolinea di Cascine Vica: modifica della viabilità su corso Francia con inserimento di rotonde, parcheggi, capolinea delle linee extraurbane, corsia preferenziale di una navetta di collegamento da/per piazza Martiri e postazioni di bike-sharing.

Incaricheremo la stessa INFRA.TO del piano di fattibilità tecnico-economico di tutte queste opere, una volta firmato un protocollo d’intesa con il Comune di Torino; firma che dovrebbe avvenire a giorni. Con il piano di fattibilità avremo l’esatta “dimensione” degli investimenti che dovremo inserire nel piano triennale delle opere pubbliche del nostro Comune.

Colgo l’occasione per confermare che Lunedì 24 Settembre è stato firmato il contratto per l’affidamento del progetto esecutivo della seconda semitratta – da Collegno Centro a Cascine Vica – al “raggruppamento“ costituito da Geodata Engineering, A.I. Studio, Neosia Maire Tecnimont Group, Studium sas.

Ricordo che l’incarico della progettazione esecutiva avrà una durata di 112 giorni e quindi gli elaborati dovranno essere consegnati entro metà Gennaio 2019. Dopo circa un mese, necessario per verificare il progetto e per la sua approvazione da parte di INFRA.TO, si potrà procedere con la pubblicazione del bando di gara per la realizzazione dell’opera con inizio dei lavori, come già detto, entro il Giugno 2019.

Mi raccomando: iscriviamoci all’Osservatorio!
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La vandalizzazione dei beni pubblici

Molti cittadini mi evidenziano episodi di vandalizzazione degli arredi, del verde, dei giochi nei giardini pubblici, dei muri (scritte); la lamentela è pienamente giustificata, il fenomeno è sotto gli occhi di tutti ed è di difficile contrasto!

Questi fatti deprecabili, che hanno come protagonisti una esigua minoranza di cittadini, sono gravi per due motivi: primo, sono indice di una preoccupante mancanza di rispetto del bene pubblico che tutti dovremmo sentire “nostro”; secondo, i danni di questa natura comportano spese, per l’Amministrazione Comunale, di circa 100.000 € annui, quindi la maleducazione di pochi si ripercuote sull’intera collettività.

Colgo l’occasione per riprendere un episodio accaduto poco tempo fa.

Un gruppo di giovani hanno incendiato una palma del parco Turati e hanno pubblicato il video della loro bravata, che hanno denominato ”palma flambé”.

Sono stati identificati dai Carabinieri e convocati per la denuncia; conosciuti i loro estremi, essendo tutti minorenni, addebiteremo il danno patito dalla comunità e le relative sanzioni ai loro genitori.

Io non voglio esprimere fin troppo facili giudizi sul comportamento di questi giovani, lascio a ciascuno le proprie conclusioni.

Certo dispiacerebbe se i genitori di questi giovani cercassero di sminuire, giustificare, alleggerire le loro responsabilità, secondo una tendenza che si sta diffondendo in analoghe situazioni, invece di richiamarli – anche decisamente – a comportamenti di maggior civismo!

La manutenzione delle caditoie stradali

Ritorno su quest’argomento, già puntualmente trattato in questa sede dall’Assessore Fimiani, in quanto alcuni cittadini lamentano la mancanza di manutenzione delle circa 7.200 caditoie (tombini e bocche di lupo) presenti sulla rete viaria cittadina.

Ribadisco che la manutenzione è stata affidata a SMAT, dopo una puntuale mappatura delle caditoie avvenuta qualche anno orsono.

SMAT provvede agli interventi manutentivi attraverso un sistema di pianificazione informatizzata, in cui vengono registrate le caditoie oggetto dell’intervento, la natura e la data dell’intervento stesso; in questo modo si procede ad una ciclica manutenzione programmata.

Ogni anno vengono sottoposte a manutenzione circa 1.500 caditoie, quindi circa il 20% del totale, potendo investire, per i nostri vincoli di bilancio, ”solo” 100.000 €.

La manutenzione programmata può essere rivista di volta in volta in funzione delle reali necessità (molte caditoie hanno bisogno di una manutenzione a cadenza almeno annuale, in quanto più facilmente ostruibili).

Per i cittadini è sempre possibile segnalare le situazioni particolarmente critiche, da affrontare eventualmente con priorità, previa valutazione dei nostri uffici e nel rispetto dei vincoli di spesa.

Le perdite del sistema idrico cittadino

Molti cittadini lamentano ritardi negli interventi volti ad eliminare le perdite di acqua.

Le rimostranze sono spesso giustificate dai ritardi negli interventi da parte di SMAT, cui è demandata la manutenzione straordinaria e ordinaria della rete idrica cittadina.

Vi è da precisare che i cittadini debbono segnalare in prima battuta le “perdite” al numero verde di SMAT, la quale interviene seguendo un suo programma manutentivo di zona secondo criteri di priorità.

In caso di ritardi negli interventi, i cittadini possono coinvolgere il “servizio reti” della nostra Amministrazione, che provvederà al sollecito e a controllare successivamente la correttezza del ripristino del manto stradale.

Alcuni cittadini mi hanno chiesto informazioni circa i lavori sul muro di contenimento di Piazza Togliatti, che si affaccia su corso Francia fino all’angolo di via Adige.

Bisogna innanzitutto chiarire che i lavori non riguardano l’attestamento della Linea 1 della Metropolitana.

Nel Dicembre 2016 abbiamo rilevato evidenti fessurazioni nel muro di calcestruzzo, per cui abbiamo conferito l’incarico ad un professionista per valutarne le condizioni di sicurezza.

La perizia ha accertato le condizioni di grave criticità statica ovvero un vistoso “spanciamento” verso il fronte strada, con pericolo di collassamento e rischio di ribaltamento di alcuni alberi del giardino soprastante.

Abbiamo da subito inibito il passaggio pedonale, abbiamo quindi abbattuto il primo filare di alberi per alleggerire il carico sul muro e si è proceduto a tracciare le caratteristiche tecniche della struttura muraria, in modo da definire le modalità di intervento.

Da queste verifiche è scaturita la necessità improrogabile del rifacimento del muro in presenza di un conclamato pericolo di collassamento, al fine di garantire la pubblica incolumità.

E’ vero che questa porzione di piazza Togliatti sarà oggetto dei lavori per il parcheggio di attestamento in struttura, funzionale al capolinea della Metropolitana, ma non potevamo rischiare la pubblica incolumità in attesa dell’inizio di quei lavori.

I lavori, iniziati nel mese di Maggio, termineranno entro la fine Luglio e ammontano a 64.184 €, oltre Iva.

Possono sembrare risorse “sprecate”? No, perchè si tratta di garantire l’incolumità dei cittadini!

Raccolta rifiuti e sanzioni

Molti cittadini mi hanno manifestato la loro sorpresa – qualcuno la sua irritazione – per l’annullamento di una sanzione elevata dall’Amministrazione Comunale ad un condominio, che non aveva eseguito in modo corretto la raccolta differenziata dei rifiuti.

Purtroppo è così! Un giudice, su ricorso dell’amministratore del condominio in questione, ha annullato la sanzione (300 €), in quanto si sarebbe dovuta comminare direttamente al cittadino responsabile del fatto e non genericamente al condominio.

Quella di sanzionare il condominio, in caso di comportamento “maleducato” di uno o più condomini, era prassi di tutte le Amministazioni Comunali; ora dopo questa sentenza non sarà più possibile farlo; si potrà solo sanzionare il singolo cittadino colto sul fatto, cosa praticamente impossibile!

Sono certo che quel condominio stia innalzando inni di vittoria al cielo, ma non dovrebbe vantarsene molto, poiché al suo interno c’è sicuramente qualche “maleducato” di troppo !

Noi, convinti come siamo che la corretta prassi della raccolta differenziata sia un obbligo di civismo per tutti, vogliamo dissuadere i “maleducati” dall’essere menefreghisti e irrispettosi dei vincoli di appartenenza alla comunità.

E allora, continueremo in un’opera puntuale di controllo e pubblicheremo sul sito del Comune una tabella con il risultato settimanale delle ispezioni, mettendo in evidenza quelli positivi, ma soprattutto quelli negativi

Poi, rilevando l’eventuale inadempienza reiterata di talune utenze, riserveremo a queste un’attenzione particolare, fino a sanzionare nominativamene i “maleducati”.

La nostra comunità è mediamente composta da cittadini virtuosi che permettono a oggi una percentuale del 63% di raccolta differenziata (l’obiettivo è al 65%), e quindi a maggior a ragione bisogna educare i “maleducati”!

Adesione ai valori dell’antifascismo da parte dei soggetti che richiedono la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà comunale.

Alcuni cittadini mi hanno chiesto le motivazioni alla base della delibera comunale che obbliga le organizzazioni politiche, che intendano svolgere attività di propaganda/promozione, a sottoscrivere una preventiva adesione ai valori dell’antifascismo.

La delibera, votata all’unanimità dal Consiglio comunale, trova origine negli episodi di cronaca che hanno registrato un preoccupante “ritorno” di atteggiamenti e comportamenti di stampo chiaramente fascista da parte di formazioni della estrema destra.

Ad ulteriore precisazione riporto di seguito il testo della delibera di indirizzo della Giunta comunale n. 164 del 15/05/2018 “applicativa” della delibera n. 125 del 30/11/2017 del Consiglio comunale.

Oggetto: Linee di indirizzo in merito all’adesione ai valori dell’antifascismo da parte dei soggetti che richiedono la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà comunale.

La Costituzione della Repubblica Italiana ha le sue fondamenta nei valori di libertà, di democrazia, di eguaglianza, di pace, di giustizia sociale, di rispetto di ogni diritto umano aldilà di ogni diversità; valori strenuamente propugnati dalla Resistenza Antifascista in 20 anni di dura opposizione democratica all’involuzione etico-morale, politica, culturale, sociale della dittatura e nei 20 mesi della lotta armata al nazifascismo, fino alla completa Liberazione del nostro Paese.

Considerato che i valori della nostra Carta Costituzionale corrispondono quindi ai valori dell’Antifascismo e che il riconoscersi in questi valori significa “condividere” la storia democratica del nostro Paese condannando senza appello i soprusi, la violenza e le prevaricazioni del fascismo, ad esempio gli assassinii di Giacomo Matteotti, di Don Giovanni Minzoni, di Carlo e Nello Rosselli; le persecuzioni di Piero Gobetti, di Giovanni Amendola, di Antonio Gramsci; le leggi liberticide del 1925-26 e le leggi razziali del 1938, una indelebile macchia di vergogna nella storia del nostro Paese .

Significa altresì condannare, senza mezzi termini o tentativi giustificazionisti, le stragi delle Fosse Ardeatine, di Sant’Anna di Stazzema, di Marzabotto, di Cumiana, di Grugliasco per citarne solo alcune nella lunga scia di orrori perpetrati dai nazisti e dai fascisti, loro complici, della Repubblica Sociale; significa riconoscere il grande sacrificio dei circa 45 mila Partigiani e Soldati caduti nella Lotta di liberazione.

Preso atto che il Consiglio Comunale, con l’approvazione della delibera n. 125 del 30/11/2017, vuole riconoscere questa “storia” impegnando l’Amministrazione ad “adeguare i regolamenti comunali a quanto espresso all’atto di indirizzo, subordinando la concessione di suolo pubblico, spazi e sale di proprietà comunale, a dichiarazione esplicita di rispetto del valori antifascisti sanciti dall’ordinamento repubblicano”.

Dato atto che la modifica dei regolamenti sopra citati appare ridondante considerato che il ripudio dell’ideologia fascista e nazista discendono direttamente dalle norme costituzionali.

L’adozione del presente atto compete alla Giunta comunale ai sensi dell’articolo 48 del T.U. 18 agosto 2000, n. 267 e dell’articolo 9 dello Statuto comunale;

Tutto ciò premesso, si propone che la Giunta comunale

D E L I B E R I

di dare mandato agli uffici competenti affinché dispongano che tutti coloro che presentano istanza per la concessione del suolo pubblico o per l’utilizzo di spazi e sale di proprietà comunale dichiarino preventivamente di riconoscersi nei principi della Costituzione italiana, di ripudiare il fascismo e il nazismo e di aderire ai valori dell’antifascimo secondo il testo allegato alla presente delibera di indirizzo per farne parte integrante.

Piano investimenti

Questo mese utilizzo lo spazio di questa rubrica per riportare il dettaglio delle opere pubbliche previste nel piano degli investimenti 2018.

Penso sia opportuno soddisfare le necessità di informazione dei cittadini circa uno degli atti più significativi dell’intero anno amministrativo.

Naturalmente resto a disposizione per ogni chiarimento necessario.

PIANO INVESTIMENTI 2018 IMPORTO (€) TIPOLOGIA
BENI DEMANIALI e PATRIMONIALI Totale 3.161.890
Impianti Termici 150.000 manutenzione straordinaria
Edifici Comunali 302.500 adeguamento normativo
Sede Comunale 530.000 adeguamento normativo
Magazzino Comunale – Via Orsiera 150.000 abbattimento e bonifica
Edilizia Scolastica 1.159.390 adeguamento normativo
Deposito e Archivio Comando P.L. 70.000 adeguamento strutturale
Risorse per Bilancio Partecipato 100.000
Casa della Salute 520.000 progetto e 1° lotto di lavori
Edilizia Scolastica 50.000 progettazione
Verifiche Antisismiche 100.000
Chiesa Croce Dorata 30.000 progettazione
BENI AMBIENTALI Totale 1.127.840
Parchi e Giardini 300.000 potature e piantumazioni
Acquisto Giochi per parchi e giardini 50.000
Opere di Compensazioni Termovalorizzatore 677.840 lavori in Tetti Neirotti
Pulizia Bealera 50.000 manutenzione straordinaria
Sistemazione Idraulica del Territorio 50.000 progettazione
VIABILITA’ Totale 710.000
Marciapiedi e vie cittadine 600.000 manutenzione straordinaria
Sistemazione viaria di Corso Francia 110.000 arrivo metropolitana
VARI Totale 680.000
Caditoie 100.000 manutenzione straordinaria
Isole Ecologiche Interrate 120.000 in Via Rombo’ e Via Ivrea
Illuminazione pubblica e semafori 430.000 adeguamenti normativi
Intersezione corsi Levi – Einaudi – Macario 30.000 progettazione
SERVIZI CIMITERIALI Totale 310.000
Ampliamento Cimitero 80.000 progettazione
Loculi Cimiteriali 150.000 manutenzione e risanamento
Spostamento linea metano 80.000 rimborsi costi Italgas
TOTALE COMPLESSIVO del PIANO 5.989.730
FONTI di FINANZIAMENTO 2018
TIPOLOGIA Euro
Nuovi mutui 2.225.000
Risorse proprie (avanzo,oneri di urbanizzazione, etc) 1.758.107
Apporto di capitali privati (project financig) 1.128.783
Altri contributi (termovalorizzatore) 677.840
Sanzioni Codice della Strada 200.000
Totale 5.989.730

 

Deiezioni canine

In tutti questi anni non sono mai entrato nel merito di un argomento, su cui sono costantemente sollecitato da molti cittadini: le cosiddette deiezioni canine, che non vengono raccolte da chi conduce il proprio animale lungo le vie cittadine, nei parchi e nei giardini.

Ho sempre avuto una sorta di ritrosia ad affrontare questo argomento, per il timore di urtare la suscettibilità dei molti rivolesi che invece “governano” i loro cani nel rispetto delle regole della buona educazione.

E tuttavia esiste una minoranza di nostri concittadini, che a queste regole non si attiene e quindi provoca il giusto risentimento dei più e degli stessi conduttori di cani che agiscono con correttezza.

In questi anni abbiamo provveduto ad aumentare l’importo delle sanzioni (da 50 a 250 €) nei confronti dei maleducati che ignorano le regole di civile convivenza, le quali vorrebbero che, sporcando il suolo pubblico – grave è la situazione dei parchi cittadini dove giocano i nostri bambini – si provvedesse immediatamente alla loro pulizia.

Tra le tante attività della Polizia Locale, periodicamente si svolgono servizi di controllo “in borghese”, ma è difficile cogliere i maleducati “sul fatto”; sono molti i luoghi da controllare e gli agenti non possono essere costantemente finalizzati a questo servizio; ovviamente i servizi in divisa non hanno alcuna utilità, in quanto i maleducati, scorgendo i vigili, si comportano in modo irreprensibile, da cittadini modello.

Quindi le azioni di repressione sono di fatto inefficaci; molti ci consigliano l’installazione di telecamere, ma se anche così fosse, i maleducati troverebbero altri luoghi non controllati per esercitare la loro maleducazione; e Rivoli si sviluppa su circa 450 vie e piazze.

Allora tutto è rimesso alla nostra sensibilità e alla consapevolezza che le strade, i marciapiedi, i parchi ed i giardini della Città non sono una nostra proprietà personale, di cui disporre a nostra discrezione, ma rappresentano un bene collettivo il cui rispetto è rimesso alla nostro senso civico.

Io non tornerò più su questo argomento, perché la maggioranza dei rivolesi è rispettosa delle regole e perché rischio di risultare patetico nel ripetere queste ovvietà; ma l’ho fatto in questa occasione per ribadire, definitivamente, ai numerosissimi cittadini che mi sollevano il “problema” come l’Amministrazione Comunale non possa fare più di tanto per ottenere risultati efficace nel contrasto di questo increscioso fenomeno.

Infatti è il tipico problema di scarso civismo, legato ai comportamenti di una minoranza, che va sì perseguita pur con tutte le difficoltà del caso, ma la cui ”correzione” è soprattutto nelle mani di tutti noi ovvero nell’esempio positivo della maggioranza dei cittadini perbene, che praticano comportamenti virtuosi, in grado di far risaltare ai loro occhi – quelli della minoranza di maleducati – i loro comportamenti indecorosi ed incivili!

Qualcuno mi fa rilevare che ci vorrebbero più cestini porta-rifiuti in cui conferire gli escrementi per limitare il fenomeno; ammessa la carenza di cestini, ciò può giustificare il mancato rispetto del bene pubblico e quindi la maleducazione ? Non scherziamo!

Dimenticavo: ovviamente gli unici che non possiamo colpevolizzare sono i nostri amici a quattro zampe, che anzi dobbiamo continuare ad amare!

Sicurezza in Città

Rispondo a quei cittadini a cui è giunta l’eco di una “passeggiata” dimostrativa in via Piol, con l’intento di presidiare la Città contro una presunta, crescente diffusione di criminalità.

Questa iniziativa muove da un fatto, ancora al vaglio del Commissariato della Polizia di Stato (aggressione di due giovani da parte di un gruppo di altri giovani di provenienza extra comunitaria), e ha visto protagonista una forza politica che, essendo nel pieno della campagna elettorale, evidentemente aveva un obiettivo propagandistico.

Ho già avuto modo di dire che la narrazione della nostra comunità in preda ad una crescente criminalità non corrisponde al vero.

In quanto Sindaco della Città, mi confronto sistematicamente con le forze dell’ordine – siamo una delle poche città che, nella dimensione dei 50.000 abitanti, ha sul suo territorio una Compagnia dei Carabinieri ed un Commissariato della Polizia di Stato, oltre al Comando della Polizia Locale – e mi viene riferito dalle stesse che le varie tipologie di reato nella nostra Città sono in continua regressione.

Dobbiamo credere alla forze dell’ordine o a qualche forza politica che senza riscontri oggettivi vuole lucrare consenso sulla “paura” dei cittadini?

Si badi bene, ciò non significa dire che in Città non si verifichino fenomeni di criminalità o di microcriminalità, significa semplicemente affermare che non siamo in una situazione emergenziale.

E’ ciò che mi sono permesso di definire la “fisiologia dei reati” in una città di circa 48.000 abitanti, con 25.000 abitazioni, con circa 450 vie/piazze e con 223 Km di viabilità, quindi difficilmente controllabile nella sua complessità.

In questa nostra realtà certamente accadono fatti spiacevoli (furti nelle abitazioni, scippi, spaccate alle auto, truffe agli anziani, etc) – e sono particolarmente vicino ai nostri concittadini vittime di questi atti – ma, ripeto, non siamo nella dimensione dell’emergenza sociale.

Stante questa situazione, periodicamente si affaccia qualcuno che organizza in modo estemporaneo presidi e vigilanze; è già successo nel passato; ebbene si è trattato di iniziative che sono state “elegantemente” dissuase dalle stesse forze dell’ordine.

Nella polemica che si è scatenata su queste mie stesse valutazioni svolte in altra sede, qualcuno mi ha richiesto le motivazioni della decisione di installare in Città un diffuso sistema di videocontrollo; la risposta è semplice: pur non essendo in una situazione emergenziale “la fisiologia dei reati” nella nostra comunità va comunque contrastata per ridurla ai minimi termini possibili ed il sistema di videocontrollo integrerà la preziosa opera di prevenzione e di contrasto, già svolta con grande professionalità dalle forze dell’ordine.

Quindi non abbiamo bisogno di altro, perché noi ci affidiamo con fiducia alle istituzioni preposte; peraltro la nostra Amministrazione a suo tempo ha provveduto a trattenere sul territorio di Rivoli la sede del Commissariato della Polizia di Stato con un investimento di due milioni di Euro; sono queste le misure che contano !

E allora gli esponenti di quella forza politica, i più provenienti da fuori Città, stiano comodamente a casa loro!

Con queste mie considerazioni so di attirare le loro ire polemiche, che potranno scadere nell’aggressione verbale, in caso di qualche futuro episodio “delinquenziale”.

Ma questa è la verità: Rivoli oggi non è in uno stato emergenziale sul piano dell’ordine e della sicurezza; naturalmente propaganda politica a parte!

In questo ultimo mese, tra le molte domande, curiosità, perplessità, critiche che ho rilevato tra i nostri concittadini, penso meriti affrontare, anche se in estrema sintesi, i seguenti argomenti.

La raccolta differenziata dei rifiuti

Non avendo ancora il consuntivo dei dati 2017, ci riferiamo ai rilevamenti del 2016, anno in cui la raccolta differenziata è stata di 12.973.317 kg, pari al 59% del totale, con un conferimento in discarica di 8.733.197 kg e con una media di rifiuti prodotti pro-capite di 444 kg.

Siamo ancora lontani dall’obiettivo del 65% dettato dalla normativa, ma abbiamo però conseguito un importante risultato ovvero abbiamo ridotto il peso dei rifiuti pro-capite di 32 kg (nel 2015 erano 476 kg), pari al – 7%; si ravvisa in questo dato un comportamento virtuoso circa la tendenza a produrre complessivamente meno rifiuti.

Questo riscontro positivo, comunque, non ci esime dal migliorare il ”dato” di raccolta differenziata.

Allo scopo serve migliorare ulteriormente l’organizzazione del servizio di raccolta, ma il conseguimento dell’obiettivo al 65% risiede soprattutto nei nostri comportamenti virtuosi.

So benissimo che questa sollecitazione risulta ingiusta per la maggior parte dei cittadini che si applicano con rigore nel rispetto delle regole, tuttavia è innegabile esista una quota di rivolesi che deve uniformarsi a comportamenti di maggior civismo; e allora ciascuno di noi si chieda cosa può fare di più!

Il personale della Polizia Locale

Molti cittadini lamentano l’assenza di un sistematico servizio serale di Polizia Locale, almeno fino alle ore 24, in quanto oggi il servizio si limita alle ore 20, salvo interventi nel corso dei grandi eventi commerciali e turistico-culturali di controllo del territorio e delle attività commerciali (es apparati da gioco) congiuntamente alle altre forze di polizia. Queste attività congiunte tra le diverse forze di polizia sono altresì finalizzate a xxxxxx la sinergia in un’ottica xxxx xxxxx distribuzione xxxxxx delle risorse umane e strumentali nell’arco delle 24 ore.

Inoltre, vi è da precisare che, dopo le ore 20, il controllo del territorio cittadino è comunque garantito dalla stazione dei Carabinieri e dal Commissariato della Polizia di Stato; a tal proposito sottolineo che pochissime città delle nostre dimensioni hanno l’opportunità di avere ambedue le forze dell’ordine insediate sui propri territori.

Ma perché il Comando della Polizia Locale non può garantire il servizio fino alle ore 24? Ebbene, è semplicemente per ragioni di organici.

Vediamo qualche dettaglio riferito al personale in divisa del Comando PL:

– nel 2009 (anno del nostro insediamento) era di 38 unità;

– nel 2015 (anno di massima flessione) è diminuito a 32 unità;

– nel 2016 (anno di ripresa delle assunzioni) è salito a 36 unità;

– nel 2017 avremo un ulteriore incremento a 39 unità.

Teoricamente dovremmo avere un organico di 60 unità (una ogni 800 abitanti), ma come succede alla maggior parte delle amministrazioni comunali, oggi non siamo in grado – e non lo saremo per un bel po’di anni a venire – di rispettare questo rapporto.

In questi anni la diminuzione dei trasferimenti dallo Stato (circa – 20% dal 2009) ci ha costretti a razionalizzare tutti i centri di costo; quello del personale, essendo il più importante, non è sfuggito alla regola e non ha fatto eccezione il personale della Polizia Locale, che però, come abbiamo visto, è comunque ritornato alle posizioni del 2009.

In estrema sintesi: nell’attuale situazione degli organici, non possiamo permetterci di strutturare un servizio serale sistematico della Polizia Locale.

La manutenzione ordinaria della Città

Molti cittadini avanzano richieste legittime di interventi di manutenzione ordinaria; tali richieste riguardano la viabilità, la segnaletica, il verde, gli immobili comunali.

Molto spesso registriamo lamentele circa i tempi “lunghi” di esecuzione dei lavori e quindi di soddisfacimento delle richieste.

Vi è da dire che le richieste dei cittadini sono tutte legittime per definizione, ma purtroppo devono fare i conti con le risorse economiche disponibili e quindi con la necessità di lavorare per priorità, da parte della struttura tecnica comunale; e la priorità degli interventi viene assegnata in funzione dell’urgenza e della importanza delle richieste.

Faccio un esempio banale: la manutenzione ordinaria delle strade deve tener conto dell’intensità di traffico e quindi hanno priorità le arterie di ingresso ed uscita dalla città ad alta percorrenza, piuttosto che la viabilità interna a bassa percorrenza.

Insomma, il ”nostro” problema è uno dei tanti problemi e dobbiamo lasciare alla competenza dei tecnici la determinazione dei tempi/modalità di soluzione; evidentemente è interesse di tutti noi fare più cose possibili, nel minor tempo possibile, per soddisfare le giuste richieste dei cittadini.

A fine anno faremo un consuntivo del numero degli interventi di manutenzione ordinaria eseguiti nell’anno; ci accorgeremo che si tratta di migliaia di interventi.

In questa sede riporto il riepilogo degli stanziamenti in manutenzione ordinaria per i diversi settori nel corso del 2017, in quanto può essere interessante sapere qual è l’impegno economico della Città su questo importante fronte dell’amministrazione:

Manutenzione del verde pubblico 756.000 €
Manutenzione strade 420.000 €
Manutenzione attrezzature e impianti 291.000 €
Manutenzioni patrimonio immobiliare 1.173.000 €
Totale 2.640.000 €

Preciso che si tratta di dati previsionali rivisti nella variazione di bilancio effettuata nello scorso mese di Luglio.

Pensiamo che a fine anno tali previsioni non debbano subire importanti scostamenti; se così fosse possiamo ribadire che, sul fronte delle manutenzioni, allochiamo circa il 6% della spesa corrente complessiva; un ”dato” oltre il quale, oggi, non ci è permesso andare.

I servizi cimiteriali

Durante le mie visite periodiche al cimitero, alcuni cittadini mi hanno chiesto con quali criteri e modalità si svolgano i servizi cimiteriali.

E allora preciso che i servizi cimiteriali sono appaltati ad una ditta esterna, mentre la manutenzione ordinaria (escluso il taglio del verde a carico della stessa impresa) è a carico dell’Amministrazione Comunale.

Sarà interessante, in altra occasione, avendo più spazio a disposizione, conoscere gli impegni diretti dell’Amministrazione Comunale su questo fondamentale servizio pubblico, in fatto di manutenzione ordinaria e straordinaria.

In questa sede preciso che la previsione di costo dell’appalto dei servizi cimiteriali per l’anno in corso è di 264.000 €.

Per ora è tutto. A risentirci!

La manutenzione delle scuole

L’inizio dell’anno scolastico ha indotto l’interesse di alcuni cittadini sull’andamento del grande progetto (progetto di sistema) di manutenzione straordinaria e di adeguamento normativo del patrimonio di edilizia scolastica della Città, implementato dalla nostra Amministrazione ormai sette anni orsono.

Nella tabella sottostante mi limito a riportare il dettaglio degli interventi (valore al netto di Iva) nelle singole scuole, suddivisi in:

– “chiusi” nel corso del 2017 (piani investimenti precedenti);

– “a finire” sempre nell’anno in corso;

– “previsti” nel piano investimenti per l’annualità 2017 e in fase di progettazione (esecuzione nel 2018).

Scuola Importo
Lavori chiusi nel 2017
Walt Disney € 177.954
Neruda € 95.216
Sabin € 65.104
Rosselli/Freinet € 33.785
Gobetti € 46.678
Allende € 87.415
Totale   € 506.152
Lavori ”a finire” nel 2017
Andersen € 146.270
Makarenco e Don Locanetto € 200.364
Totale   € 346.634
Lavori in progettazione 2017
Don Milani, Frejnet, Rosselli – 1° lotto € 150.000
Casa del Sole e Frejnet € 357.500
Cavour € 42.000
Don Milani, Frejnet, Rosselli – 2° lotto € 739.000
Gobetti € 635.000
incarico di progettazione per edifici vari € 38.500
studio per verifiche sismiche degli edifici € 35.000
Totale   € 1.997.000
Totale complessivo € 2.849.786

Vi è da precisare che ovviamente il ”lavoro” non è finito; resta ancora tanto da fare, ma continueremo a ritenere prioritarie le problematiche dell’edilizia scolastica, prevedendo ogni anno interventi che progressivamente portino ad un suo definitivo adeguamento normativo.

Oltre a quella della manutenzione straordinaria e dell’adeguamento normativo – lo abbiamo già detto in questa sede – si apre una nuova sfida: quella della verifica della vulnerabilità sismica degli edifici, che poi porterà ad un programma del loro miglioramento strutturale, laddove fosse necessario.

Intanto continuiamo a porre l’edilizia scolastica ai primi posti nella”classifica” degli investimenti, con uno stanziamento, per il 2017, di circa 2.000.000 di Euro; solo inferiore all’importo previsto per la pubblica illuminazione e per gli impianti semaforici, che però è su base pluriennale (sostituzione delle attuali lampade con quelle a tecnologia “led” per un totale di 2.550.000 €, compresa la fornitura di energia).

Sono naturalmente disponibile a fornire gli ulteriori dettagli che si ritenessero necessari per una informazione più approfondita.

Da ultimo, in questa occasione, ritengo doveroso ringraziare i collaboratori della Direzione Lavori Pubblici, per la passione e per la competenza che giornalmente impegnano sul grande, importante tema della sicurezza nelle scuole.

A risentirci!

Il Consorzio CISA

Alcuni cittadini mi hanno richiesto informazioni sul CISA (Consorzio Socio Assistenziale tra i Comuni di Rivoli, Rosta e Villarbasse), relativamente alla prospettiva della sua integrazione con il CISAP (Consorzio tra i Comuni di Collegno e Grugliasco).

Nello scorso numero di giugno ho illustrato le principali attività svolte dal Consorzio e nell’occasione ho fornito anche i dati salienti a consuntivo del 2016.

Veniamo ora alle motivazioni che ci hanno fatto decidere per la integrazione dei due attuali consorzi.

Verso questa direzione ci spingono innanzitutto ragioni di coerenza con gli indirizzi normativi regionali (per es. la riduzione del numero dei consorzi socio-assistenziali dagli attuali 52 a 30, coincidenti con i distretti sanitari).

E poi, in estrema sintesi:

  • la possibilità di mettere a fattor comune le attuali migliori ”pratiche” dei due Consorzi, partendo dall’analisi degli attuali punti di forza e di debolezza delle due strutture, alfine di esaltare i primi ed abbattere i secondi;
  • il possibile contenimento dei costi conseguente alla razionalizzazione della struttura organizzativa, alla semplificazione e unificazione dei procedimenti, alle economie di scala nella stipula dei contratti di acquisto di beni e servizi;
  • l’ottimizzazione del costo del personale (per esempio, a regime, avremo un solo Direttore Generale);
  • la gestione coordinata di progetti e dei sistemi informativi;
  • grazie alla convergenza tra le zone territoriali di competenza del “nuovo” consorzio e del distretto sanitario, otterremo un maggior raccordo tra la programmazione territoriale sanitaria e quella dei servizi socio-assistenziali;
  • la maggiore possibilità di accedere ai finanziamenti esterni, vista la dimensione della nuova realtà consortile, che, con i suoi 145.000 abitanti, sarà tra le maggiori della Regione.

Oltre a ciò, tuttavia, esistono almeno tre problematiche che dovremo risolvere attraverso un graduale processo di armonizzazione dei regolamenti e dell’organizzazione:

  • la disomogeneità della dimensione (il CISA insiste su un bacino di 57.000 abitanti, il CISAP su un bacino di 88.000); ciò si ripercuote sulla diversa “consistenza” dei bilanci e delle organizzazioni (il CISA ha 31 dipendenti, il CISAP 36);
  • la differenza dei trasferimenti dei Comuni (per il CISA 39 € per abitante, per il CISAP 31€);
  • la diversità di partenza dei servizi gestiti (oltre a quelli base imposti dalla normativa regionale, il CISA gestisce altri nove servizi delegati dai Comuni, mentre il CISAP quattro).

Tuttavia queste obiettive difficoltà non ci devono far recedere dal conseguire un importante obiettivo per le nostre comunità, perché è tale l’integrazione dei due consorzi per i motivi che ho cercato sinteticamente di esporre.

Siamo altresì consapevoli di avere di fronte una sfida che non è solo di tipo tecnico/amministrativo, ma culturale, perché di questo si tratta quando bisogna far coincidere punti di partenza diversi verso un modello di sintesi più avanzato.

Qualsiasi processo di aggregazione, in qualsiasi ambito aziendale, porta con sé inevitabili difficoltà, ma ciò che conta è credere fermamente nella bontà e nell’importanza dell’obiettivo.

E noi ci crediamo!

Il Consorzio CISA

Alcuni cittadini mi hanno richiesto informazioni sul CISA (Consorzio Socio Assistenziale tra i Comuni di Rivoli, Rosta e Villarbasse), relativamente alla prospettiva della sua integrazione con il CISAP (Consorzio tra i Comuni di Collegno e Grugliasco).

All’interno di questa rubrica svolgerò alcuni interventi sull’argomento, cominciando con il chiarire le attività svolte dal Consorzio, di cui fornisco nell’occasione anche i dati salienti a consuntivo del 2016.

Dati di riepilogo dell’attività del CISA 2016
Collaboratori (compreso il Direttore) 31
Quota dei trasferimenti per abitante € 39,00
Popolazione del territorio di competenza 57.230
Nuclei famigliari del territorio 25.498
Numero delle persone conosciute/carico al Consorzio 5.222
Numero dei nuclei in carico al Consorzio 2.676
Famiglie seguite sul totale 10,50%
Persone seguite sul totale 9,10%

Innanzitutto vi è da precisare che l’attività del Consorzio Socio Assistenziale è finalizzata all’aiuto di nuclei famigliari e di persone in situazioni di difficoltà economiche, sociali, relazionali, educative attraverso una attività di ascolto, di accoglienza, di valutazione dei bisogni.

Di seguito la”mappa” dei principali servizi resi disponibili ai cittadini dei Comuni di Rivoli, Rosta e Villarbasse:

  • contributi economici diretti a contrastare la povertà, a favorire la permanenza a domicilio di disabili ed anziani non autosufficienti, a dare sostegno alle persone senza fissa dimora;
  • inserimenti in strutture residenziali, con eventuale integrazione delle rette;
  • servizi di sollievo alle famiglie e di affidamento familiare delle persone anziane;
  • inserimenti lavorativi di persone con problemi di dipendenza o ex detenuti;
  • interventi per consentire alle persone disabili la piena integrazione scolastica e lavorativa;
  • inserimenti in centri diurni socio-riabilitativi e di servizi di comunità ed accoglienza per disabili privi di sostegno familiare;
  • attività di sostegno alla famiglia e alla genitorialità;
  • servizi socio-educativi per l’infanzia e l’adolescenza , anche attraverso comunità familiari;
  • accoglienza di minori stranieri non accompagnati;
  • tutele, amministrazione di sostegno per le persone interdette o in amministrazione;
  • interventi mirati alla prevenzione del disagio giovanile;
  • organizzazione di corsi di formazione e riqualificazione per operatori socio-assistenziali.

Vi è da sottolineare che tutte le attività del Consorzio si ispirano ai principi di imparzialità, economicità, trasparenza e pubblicità.Come si è visto il consorzio CISA, cui il Comune ha delegato gran parte della funzioni socio-assistenziali, con la sua “azione”svolge un ruolo fondamentale per “la tenuta sociale” all’interno della nostra comunità; l’integrazione con il consorzio di Collegno e Grugliasco sarebbe volta a recuperare ulteriore efficienza ed efficacia nella gestione dei “servizi”.In prospettiva l’inevitabile razionalizzazione dei costi ci permetterà di recuperare ulteriori risorse per implementare nuovi servizi a favore dei nostri concittadini in condizioni di bisogno.Ma di questo parleremo nel prossimo numero di Rivoli d’Impegno.

 

L’arresto di un consigliere comunale

Desidero destinare lo spazio di questo numero ad un fatto recentemente accaduto nella nostra città.

L’arresto di un Consigliere Comunale ha rappresentato un fatto grave per la vita politico-amministrativa della nostra Città.

Ci hanno sorpreso ed amareggiato la natura di quanto viene addebitato e la consapevolezza che simili episodi portano sempre acqua al mulino dell’antipolitica e del qualunquismo, per i quali si tende a generalizzare le responsabilità personali in un pericoloso processo di demonizzazione della classe politico-amministrativa e di delegittimazione delle istituzioni pubbliche.

Fatta questa premessa, lo svolgersi del dibattito sulla stampa, sui social network, e più in generale in Città, rendono opportune da parte nostra alcune precisazioni, prescindendo dall’evoluzione della vicenda in ambito giudiziario e dalle responsabilità che verranno accertate.

Infatti, dai resoconti giornalistici, emergerebbero connessioni tra il ruolo rivestito dal Consigliere Francesco Massaro, come Presidente della I Commissione Consigliare ”Assetto ed uso del territorio e dell’ambiente”, e la sua possibilità di poter incidere sull’esito delle pratiche edilizie.

Nell’ambito degli organi istituzionali dei Comuni sono previste le Commissioni Consiliari, i cui membri sono eletti dal Consiglio Comunale e vengono, in genere, articolate per aree amministrative omogenee.

Il Presidente di Commissione viene eletto dai membri della Commissione stessa, ed ha solo il compito di convocare le relative sedute e di disciplinarne e coordinarne i lavori.

La funzione delle Commissioni è principalmente quella di approfondire, valutare ed esprimere parere non vincolante in ordine alle proposte di deliberazione loro sottoposte dal Sindaco e dagli Assessori.

Quindi, sotto il profilo del peso decisionale, il Presidente di una commissione incide sui singoli atti solo con il proprio voto, in qualità di Consigliere, sia nella Commissione, sia nell’ambito del Consiglio Comunale.

Per quanto concerne le pratiche edilizie, esse riguardano attività tecniche ed amministrative svolte nell’ambito della tecnostruttura di un Ente, trattate, quindi, da funzionari e tecnici, fatta eccezione per quei casi particolari stabiliti dalla legge (deroghe al Piano Regolatore o varianti urbanistiche collegate), che richiedono il coinvolgimento del Consiglio Comunale e quindi della Commissione Consiliare.

Vi è da precisare inoltre, che la maggior parte di queste pratiche prevedono modalità istruttorie che coinvolgono la responsabilità di diversi uffici e/o enti.

Alla luce di quanto fin qui precisato, desideriamo fare altre due considerazioni:

– quanto accaduto, da una prima analisi dei fatti ed in attesa degli sviluppi dell’inchiesta, sembrerebbe isolare le responsabilità nella sfera personale dell’interessato, senza il coinvolgimento di altri soggetti della struttura politico-amministrativa della Città;

– noi abbiamo e avremo il massimo rispetto del lavoro della magistratura, ma ribadiamo altresì il rispetto verso chi è coinvolto in vicende giudiziarie nella fase di inchiesta preliminare ai gradi di giudizio; il nostro garantismo non è e non sarà mai ad assetto variabile, in funzione delle figure istituzionali, delle rappresentanze politiche e delle loro appartenenze.

Per noi al centro di tutto devono esserci sempre le garanzie costituzionali dei cittadini, chiunque essi siano.

Per questo motivo, in assenza di fatti nuovi sul fronte dell’inchiesta, anche in questo caso, ci asterremo da ogni ulteriore considerazione.

Purtroppo, anche noi siamo costretti a ricorrere alla formula di rito “la giustizia faccia il suo corso”, che in un Paese democratico dovrebbe essere di un ovvietà disarmante.

I “destini” di Villa Melano…..

Alcuni cittadini mi hanno rivolto richieste di spiegazioni sui ”destini” di Villa Melano.

Per fornire il quadro preciso della situazione è necessario fare una doverosa premessa.

La riqualificazione del sito di Villa Melano (villa storica, parco di pertinenza e nuove “maniche” alberghiere) è affidata alla società Villa Melano spa, il cui assetto azionario è cosi composto:

  • 35,59% Finpiemonte Partecipazioni spa;
  • 28,90% SCR Piemonte spa;
  • 20,75% Consorzio Cooperative Costruttori;
  • 12,50% Comune di Rivoli;
  • 2,27 % Alpina Italia spa.

Se ne ricava che la Regione Piemonte, attraverso le sue società partecipate Finpiemonte Partecipazioni e SCR, detiene la maggioranza assoluta con il 64,5%.

Ora lo stato del cantiere è al 45% del progetto (80% delle opere strutturali) e per arrivare alla sua conclusione, secondo il progetto originario di un albergo a “3-4 Stelle”, necessiterebbero ulteriori risorse.

Purtroppo la difficile situazione finanziaria, in cui si è dibattuta in questi anni, non ha permesso e non permette alla Regione Piemonte, in qualità di socio maggioritario, di apportare ulteriori capitali di sua spettanza (7,8 milioni di Euro) utili alla conclusione del cantiere.

Per quanto concerne il Comune di Rivoli avrebbe dovuto apportare 1,9 milioni di Euro e, per questo, negli esercizi 2013-‘14-‘15 sono stati stanziati a bilancio complessivamente 563.000 €, con l’intento di reperire la differenza una volta ripresi i lavori dalla durata triennale, quindi con stanziamenti annuali di circa 440.000 €.

Si tenga conto che questi importi sono nella attuale possibilità di finanziamento da parte della nostra Amministrazione, naturalmente conferendogli carattere di priorità (oggi la nostra capacità di investimento si può cautelativamente ritenere intorno ai 4,5 milioni di Euro all’anno).

Ora, registrando che:

– risulta priva di dipendenti;

– non ha mai prodotto fatturato (ricavi);

– è strutturalmente in perdita, in quanto non operativa,

sulla base della legislazione nazionale intervenuta a regolare le società partecipate dal ”pubblico” (legge Madia), Villa Melano spa è destinata alla liquidazione.

Tuttavia la Regione Piemonte non vuole lasciare l’opera incompiuta e si è impegnata a concluderla secondo un progetto ridimensionato nei costi, che, oltre alla destinazione ricettiva, faccia della villa storica un centro di documentazione internazionale dell’arte contemporanea, che non ha precedenti in Europa; un’iniziativa che attrarrebbe studenti, ricercatori, studiosi, critici da tutto il mondo, con evidenti ricadute positive sulla Città.

Questa ipotesi ci è stata formulata attraverso una lettera del Presidente Chiamparino; lettera con cui si coinvolgono nel progetto il costituendo Consorzio delle Residenze Sabaude (per la parte ricettiva) ed il Castello di Rivoli (per il centro documentale); ambedue i soggetti hanno condiviso tale progetto.

A nostra volta ci siamo detti d’accordo ed, allo scopo, impegneremo 1,9 milioni di Euro, già pianificati per il vecchio progetto.

Insomma, il progetto originario non poteva essere portato avanti, ma ora la Regione ha messo in campo una nuova prospettiva dalla forte connotazione “culturale” decisamente importante, diventando la “villa” funzionale, non solo ad una attività economica (foresteria del Circuito delle Residenze Sabaude), ma anche e soprattutto al Museo di Arte Contemporanea (Castello).

Noi crediamo fermamente in questa nuova prospettiva ed, immediatamente dopo la liquidazione della attuale società, ci metteremo al lavoro.

Ha tal proposito abbiamo già formulato un crono-programma che è già stato condiviso dal competente Assessore Regionale.

Ci aggiorneremo.

Il parcheggio del Comune
Alcuni cittadini mi hanno chiesto delucidazioni circa il parcheggio in struttura situato nei pressi del Comune, oggi di proprietà della Società Millerivoli.
Innanzitutto vi è da precisare che noi abbiamo deciso di acquisirlo al patrimonio immobiliare comunale, perché, se è vero che oggi risulta sovradimensionato rispetto al reale utilizzo, in prospettiva diventerà indispensabile con l’arrivo della Linea 1 della Metropolitana a Cascine Vica.
Mi spiego meglio: in prossimità del capolinea abbiamo già identificato la possibilità di reperire circa 1.000-1.200 posti auto (compresi i 330 in struttura che il progetto prevede in piazza Togliatti), con la buona possibilità che non siano sufficienti e con l’impossibilità di identificarne altri, vista l’intensa urbanizzazione della zona.
Quindi l’idea sarebbe quella di “spalmare” un certo numero di parcheggi lungo l’asse di corso Francia, funzionali alle fermate della navetta veloce, che sostituendo l’attuale 36, collegherebbe piazza Martiri al capolinea di Cascine Vica; in tal senso abbiamo già fatto sviluppare un piano di fattibilità da parte dell’Agenzia della Mobilità Metropolitana.
In altre parole, si tratterebbe di strutturare parcheggi di attestamento che possano intercettare il traffico automobilistico degli utenti in modo da non intasare la zona circostante il capolinea.

Allo scopo diventerebbero utili:
400 posti previsi nel cosiddetto”castello di pianura”;
150 posti del parcheggio del cimitero;
550 posti dei parcheggi del Comune;
tutti in corrispondenza delle attuali fermate del 36 e della futura navetta veloce.

Inoltre, alle necessità future legate alla metropolitana, si aggiungerà il fabbisogno di parcheggi indotto dall’insediamento della Casa della Salute, all’interno della porzione dell’edificio comunale di corso Francia ancora senza destinazione d’uso.
Assodata così l’utilità pubblica del parcheggio in questione, si tratta di valutarne il valore da contemplare nelle procedure di liquidazione della Società Millerivoli.
Allo scopo, su mandato dell’Assemblea dei Soci (il Comune di Rivoli è il socio di maggioranza al 60%), il Consiglio di Amministrazione della Società ha dato incarico dapprima ad un perito e poi, per una verifica, ad un secondo professionista, di definire il valore immobiliare del parcheggio in struttura; la prima perizia ha determinato un valore di circa 2,7 milioni di Euro, la seconda di circa 3,1 milioni di Euro.

Si tenga conto che i liquidatori della società Millerivoli, essendo i soci (Comune di Rivoli e GTT) di natura pubblica, non possono che considerare valori del’immobile da perizia asseverata.
Ora la maggior forza di opposizione considera errata la seconda perizia e attraverso una mozione chiede che l’Amministrazione comunale incarichi un professionista per una terza perizia.
Naturalmente noi rispetteremo la sovranità del Consiglio comunale, ma saremmo dell’idea di raccogliere l’invito e quindi di assegnare un terzo incarico.
Infatti, per quanto ci riguarda, abbiamo solo l’interesse a scelte legittime, trasparenti e corrette nell’interesse della Città e quindi ad operare solo in questa direzione; se la terza perizia potrà servire allo scopo, ben venga.
Spero di aver soddisfatto le curiosità dei cittadini che mi hanno posto il quesito.

Sette anni di lavori …
Nello scorso numero di Rivoli d’Impegno avevo dato riscontro ad alcuni cittadini, che avevano lamentato la non visibilità delle opere pubbliche realizzate in questi primi sette anni del nostro mandato.
In allora, avevo riportato il valore delle opere concluse come residuo delle precedenti amministrazioni, pari a 19.629.937 € ed avevo altresì evidenziato il valore delle opere concluse relativamente alla pianificazione dal 2009 al 2015 da noi prevista, pari a 26.898.635 €; il tutto per un totale di 46.528.572 €.
Sarebbe impossibile, per ragioni di spazio, dettagliare questi due “blocchi” di opere ed allora, nella tabella sottostante riporto, solo per le annualità 2009-2015, le opere più significative a valore e per tipologia.
Spero, con questo, di aver esaurito la curiosità di quei cittadini, ma non solo, e resto a disposizione per fornire ulteriori dettagli utili ad una puntuale valutazione di quanto fin qui realizzato dalla nostra Amministrazione.
Ripeto quanto già affermato in più occasioni: non stiamo lavorando a nuove opere, di cui oggi la Città non ha bisogno, ma sulla riqualificazione dell’esistente, attraverso un vasto programma di “manutenzione straordinaria”. Avendo come primario obiettivo economico-finanziario la progressiva diminuzione del debito dell’ente, dobbiamo lavorare necessariamente per priorità!

Ancora a proposito di opere pubbliche…
Alcuni cittadini mi hanno fatto rilevare la mancanza di “visibilità” delle opere pubbliche eseguite in questi anni.
Secondo quanto già detto nell’editoriale, vi è da precisare che gli interventi da noi pianificati, e fin qui concretizzati, non hanno dato luogo a “nuove opere”, ma sono stati di “manutenzione straordinaria” del patrimonio pubblico (edifici, viabilità, edilizia scolastica, area cimiteriale, parchi e giardini, etc).
Di fatto, in questi 7 anni, abbiamo ultimato i lavori pianificati dalle amministrazioni precedenti per 19.629.937 € e abbiamo realizzato le opere da noi previste, quantificabili, a tutto il 2015, in 26.898.635 €, il tutto per un ammontare complessivo di 46.528.572€ .

Nella tabella a lato riportiamo il riepilogo degli importi dei lavori terminati nel corso di questi sette anni di mandato, ricordando che si tratta di interventi definitivamente “chiusi” anche dal punto di vista amministrativo con il Certificato di Regolare Esecuzione.
Si tenga conto che, in questi importi, non sono comprese le opere di urbanizzazione “a scomputo” connesse agli interventi edilizi, che di fatto sono da considerare “pubbliche” a tutti gli effetti e di cui rendiconteremo in altra occasione.
Come si potrà notare l’importo dei lavori chiusi è significativo di un grande impegno, appunto poco visibile, proprio in quanto finalizzato alla riqualificazione e all’adeguamento normativo del patrimonio esistente, compresi i grandi interventi sulla viabilità.

Ovvero, le “nuove opere” sarebbero certamente più visibili, mentre i lavori di “manutenzione straordinaria” risultano meno appariscenti, ma non meno importanti nell’attuale contesto amministrativo e normativo; inoltre, il patrimonio pubblico va costantemente e sistematicamente “mantenuto” se non vogliamo assistere ad un suo progressivo degrado.
Poi vi è da dire che quanto è possibile fare annualmente (4,5 milioni di Euro, mediamente) risulta insufficiente, a fronte degli 82,5 milioni di Euro necessari in questo momento e allora si deve necessariamente lavorare per priorità.
Nel prossimo numero di Rivoli d’Impegno riporteremo, per ciascuna delle annualità in cui sono stati articolati i piani di investimento, le opere più significative e così potremo toccare con mano la consistenza reale degli interventi, altrimenti ritenuti “invisibili”.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti i collaboratori della Direzione Servizi alla Città: gli importanti risultati fin qui ottenuti sono soprattutto dovuti al loro impegno e alla loro professionalità.

Le spese del Comune
Si è recentemente aperto un dibattito tra le forze politiche cittadine sulle spese del Comune ed alcuni cittadini mi chiedono via via alcune spiegazioni.
Premesso che sono disponibile a fornire le risposte di dettaglio, in questa sede desidero affrontare il tema in termini generali; visto lo spazio disponibile non posso fare altrimenti.
Parliamo innanzitutto di spesa corrente, vale a dire quella componente della spesa complessiva che serve al funzionamento della macchina comunale (compreso il costo del personale), all’erogazione dei servizi e al rimborso del debito contratto per gli investimenti.
Riporto i dati essenziali riferiti alle spese obbligatorie e alle spese facoltative, da cui emerge un dato di fatto: la rigidità della spesa del nostro Comune.
Vi è da dire che la suddivisione della spesa in voci obbligatorie e facoltative, non è solo una suddivisione normativa, ma dipende anche dalle scelte proprie di un’ Amministrazione; un esempio lampante è quello della “spesa sociale”; la dotazione dei singoli capitoli di spesa è lasciata pienamente alla sensibilità (sociale) delle singole Amministrazioni e quindi il vincolo, in questo caso, è solo di tipo”politico”.
Ciò premesso, per una valutazione di massima, assumo come riferimento la spesa corrente del 2008, anno precedente il nostro insediamento, e quella consolidata del 2015.

2008 2015
Spesa corrente (compreso rimborso capitale mutui) 44.326.093 44.388.702
Spese obbligatorie 42.101.619 42.724.826
Spese discrezionali 2.224.474 1.663.876
Incidenza spese discrezionali 5% 3,7%

 

Avendo aggregato tutta la spesa corrente in 51 centri di costo, per averne una sintesi di più facile lettura, preciso che dal 2008 ne abbiamo diminuiti 27, ne abbiamo aumentati 21, mentre 3 sono rimasti uguali.
Complessivamente la spesa è rimasta pressoché inalterata, avendo comunque subito incrementi derivanti da nuove prescrizioni normative e dall’adeguamento dei contratti di servizio all’andamento dell’indice Istat.
Si tenga conto che le azioni di contenimento della spesa sono avvenute in presenza di due vincoli:
– la rigidità della spesa corrente (si veda la relativa entità delle spese discrezionali 5-3,7%);
– la diminuzione dei trasferimenti da altri enti (Stato, Regione, Provincia) pari a circa 10 milioni di Euro in 7 anni.
Si poteva fare di più? Non è escluso, ma quanto ho brevemente sintetizzato mette in evidenza il nostro impegno costante nella razionalizzazione della spesa, avendo come obiettivo quello di ridurre al minimo indispensabile il perimetro dei servizi storicamente erogati dal nostro Comune.

La videosorveglianza della Città
Alcuni cittadini mi hanno chiesto notizie circa il progetto di videosorveglianza della Città, dopo le notizie apparse sulla stampa.
Preciso che, per ora, abbiamo solo risposto al cosiddetto ”bando periferie” in cui abbiamo proposto un sistema di video-sorveglianza urbana e stradale, partendo da un’ analisi dei luoghi più sensibili del nostro territorio; analisi compiuta dal Comando della Polizia Locale, dal Comando della Stazione dei Carabinieri, dal Commissariato della Polizia di Stato.
Questo ”progetto di sistema” vale circa 1,5 milioni di Euro e necessita, per forza di cose, di un cospicuo finanziamento esterno, in quanto quell’importo non è alla nostra portata.
Ci viene riferito che la risposta alla nostra richiesta di finanziamento potrebbe arrivare già nel prossimo mese di Novembre; in allora saremo più precisi; speriamo in bene!

I servizi socio-assistenziali nella nostra Città – CISA

 

L’assetto della nostra spesa corrente (impegnato del titolo I del bilancio consuntivo 2015), rispetto a quello dei comuni demograficamente più omogenei a Rivoli, all’interno della nostra Città Metropolitana.


Qui sotto, secondo quanto anticipato nell’articolo di fondo, riporto la tabella comparativa delle spese riguardanti i Comuni di Rivoli, Moncalieri, Settimo e Collegno, desunte dai rispettivi bilanci consuntivi del 2015.

 

 

Si tratta dell’assetto complessivo della spesa al netto degli interessi sul debito, in quanto questo centro di costo non si può ritenere di tipo “gestionale”, poiché è conseguenza degli investimenti operati dalle amministrazioni che si sono succedute alla guida delle città, diversissimi per importi, per scelte politiche, per fabbisogno delle singole comunità.

Faccio solo rilevare il notevole importo degli interessi che riguardano il nostro Comune, entità che impone una costante, progressiva riduzione dello stock di debito (nel 2008 era di 59.402.000 €, nel 2015 si è assestato a 47.379.000 € ).

Per Rivoli ho dedotto anche l’importo della rata annuale di rimborso al Ministero per il “trasferimento anomalo” (in eccesso) effettuatoci nel dicembre 2009, pari a 1.248.227 €, perché anch’essa non si può ritenere un ”costo gestionale”.

Tutto il ragionamento porta ad esporre un dato di spesa procapite, che penso rappresenti un’informazione utile alla valutazione dei cittadini.

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