La Biblioteca di Rivoli “Alda Merini” ospita tre incontri organizzati dal Club di Cultura Classica del Liceo M. D’Azeglio di Torino – primo incontro 19/02

La Biblioteca di Rivoli “Alda Merini” ospita tre incontri organizzati dal Club di Cultura Classica, associazione culturale con sede presso il Liceo “M. D’Azeglio” di Torino

Primo incontro 

Mercoledì 19 febbraio 2020 | ore 18.00
Biblioteca Alda Merini | corso Susa 130, Rivoli
Ingresso libero fino a esaurimento posti

ENEA IL VILAIN
UNA BIOGRAFIA NON AUTORIZZATA

Massimo Manca

Tutti a scuola conoscono la versione autorizzata da Virgilio della biografia di Enea: l’eroe pius, gentile, consacrato al senso del dovere, così lontano dalla crudeltà e dalla vanità degli eroi omerici. Questo, almeno, è quanto ci racconta di Enea il suo press agent ufficiale. Ma davvero Enea è l’eroe perfetto? O la sua vita non nasconde forse delle ombre che una narrazione interessata ha saputo sapientemente occultare? E se consultassimo qualche altro parere?
La conferenza ripercorre le interpretazioni dell’eroe Enea da Omero ai nostri giorni, mostrando la nascita della leggenda dell’impius Aeneas e le numerose connotazioni che l’eroe ha assunto nelle vicende dell’epica e nella sua evoluzione come archetipo ed exemplum. Si parlerà di medioevo, di imperialismo, di epica, di migranti, di eroi.

Massimo Manca è professore associato di Lingua e Letteratura Latina presso l’Università degli Studi di Torino. Si interessa in particolare delle forme di comunicazione e ricezione dei classici nell’antichità, della fortuna moderna dei classici, fino al cinema e al fumetto, di didattica dell’antico e di informatica per le discipline umanistiche. Sta ora curando un commento alla Troiae Halosis di Petronio. È autore della prima traduzione commentata italiana al De aetatibus di Fulgenzio, delle concordanze al medesimo autore per Olms e del volume sulla storiografia romana edito da Carocci. Fa parte della giunta di StudiUm e del direttivo della Consulta Universitaria di Studi Latini, di cui è webmaster e social media manager.

Secondo incontro

Mercoledì 18 marzo 2020 | ore 18.00
Biblioteca Alda Merini | corso Susa 130, Rivoli
Ingresso libero fino a esaurimento posti

DORMIRE, SOGNARE
SONNO E SOGNI NELLA MITOLOGIA CLASSICA

Anna Ferrari

Che cosa sono i sogni? Da quale mondo misterioso e segreto provengono, e per quali vie irrompono nella vita degli uomini? Oggi la fisiologia del sonno e del sogno è dominio degli psichiatri e degli psicoanalisti, ma nell’antichità con questi temi si confrontavano soprattutto i poeti e i filosofi, oltre che gli indovini. È al loro approccio a uno dei temi più affascinanti della dimensione immaginaria che dedicheremo il nostro incontro, soffermandoci sui protagonisti (i sogni, il sonno, le loro personificazioni), sui luoghi (i santuari dove avvenivano attraverso il sogno misteriose guarigioni, ma anche la casa del Sogno, luogo immaginario per eccellenza, con le sue porte dalle quali passano sogni veritieri e sogni ingannatori), sui sogni più famosi che la mitologia e la letteratura greca e romana ci hanno tramandato, ecc. Nelle culture antiche il sogno è spesso considerato di origine divina e può avere valore profetico, anche se talvolta le sue profezie ingannano. La medicina di Ippocrate, le riflessioni di Platone e quelle di Aristotele crearono presto le basi per una concezione laica del sogno; tuttavia esso non perse mai il suo ruolo centrale nella letteratura e nella mitologia, né la sua relazione con la previsione del futuro (nella disciplina chiamata oniromanzia, codificata nel Libro dei sogni di Artemidoro di Daldi, sec. II d.C.): tra le visioni più famose di un futuro remoto apparso in sogno, Macrobio, nel IV secolo d.C., aveva delineato nel suo Commentario quella presente nel Somnium Scipionis (Il sogno di Scipione) di Cicerone. Il futuro, d’altronde, appare in sogno a innumerevoli personaggi dell’epica classica: a Enea e a Didone nell’Eneide di Virgilio, a Medea nelle Argonautiche di Apollonio Rodio, a Pompeo nella Farsaglia di Lucano e a moltissimi altri. Ci sono anche, come racconta Erodoto, popoli che non sognano mai: e che proprio per questo appaiono lontani dal resto del consorzio umano. Cercheremo, dunque, di sognare con gli antichi; e di farlo, se possibile, senza addormentarci…

Anna Ferrari, laureata a Torino in archeologia, ha lavorato a lungo nell’editoria, dedicandosi parallelamente alla ricerca e alla divulgazione nel campo dell’antichità classica. Specialista soprattutto di mitologia e storia dell’arte greca e romana, è autrice di numerose pubblicazioni, tra le quali, per la Utet, un Dizionario di mitologia (1999) e un Dizionario dei luoghi letterari immaginari (2006), e per la Rizzoli un Dizionario dei luoghi del mito. Geografia reale e immaginaria del mondo classico (2011). Ha tenuto numerosi corsi, seminari e conferenze in università italiane e straniere; è stata ospite di importanti festival e rassegne culturali, come Les rendez-vous de l’histoire a Blois (Francia), La storia in piazza a Genova, Scrittori in città a Cuneo ecc. Ha insegnato alla Scuola Holden di Torino di Alessandro Baricco e collabora con la rivista “L’Indice”.

Mercoledì 22 aprile 2020 | ore 18.00
Biblioteca Alda Merini | corso Susa 130, Rivoli
Ingresso libero fino a esaurimento posti

Terzo incontro

PLATONE
STORIA DI UN DOLORE CHE CAMBIA IL MONDO

Annalisa Ambrosio

Prima di figurare tra i padri del pensiero Occidentale, Platone è l’erede di una delle più antiche famiglie di Atene, uno studente a cui hanno ucciso il maestro, il preside di una scuola, è un uomo che ha solcato il mare per tre volte – pure in tarda età – con un sogno assurdo: cambiare il mondo raccontando a un adolescente la verità. Qui si parla del momento in cui tutto ha avuto inizio: Aristocle non è ancora Platone, “il largo” di pensieri e di spalle. Socrate, il suo maestro, viene ucciso. E in quel momento Platone decide di mettere per iscritto tutto quello che Socrate detto. Così inventa un genere filosofico, trova il suo modo di pensare, così getta le basi per il design del libro: lo strumento più incredibile che esista per tendere la mano al futuro e prolungare la nostra memoria.
Questa è la storia di che cosa capita a un uomo quando le cose si mettono al peggio, a condizione che abbia talento, una penna e un foglio su cui scrivere. L’iperuranio, la comunione dei beni, la dialettica, eros, le idee di Platone riviste da qui: alla luce di un dolore che cambia il mondo.

Annalisa Ambrosio, classe 1989, si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Torino e diplomata alla Scuola Holden. Insieme ad Alessandro Baricco ha curato il progetto dell’antologia per la scuola secondaria superiore La seconda luna, edita da Zanichelli. Platone. Storia di un dolore che cambia il mondo è il suo primo libro, edito da Bompiani nel 2019.