Rita Levi Montalcini

Rita Levi Montalcini 1909 – 2012
Nel 1936 si laurea in medicina a Torino con 110 e lode e decide di specializzarsi in neurologia e psichiatria. Due anni dopo, le leggi razziali escludono gli ebrei dagli incarichi pubblici. Trova posto al dipartimento di neurologia dell’università di Bruxelles.
Prima dell’arrivo delle truppe naziste in Belgio rientra a Torino, improvvisa un laboratorio in camera sua, e riprende gli studi sulla crescita dei nervi che si diramano dal midollo spinale verso gli arti durante lo sviluppo dell’embrione.
Deve fuggire anche da Torino e si nasconde a Firenze: nel 1944 diventa medico delle forze alleate e viene distaccata nel campo dei rifugiati del Nord Italia, un’esperienza molto dura che ricorderà spesso.
Finita la guerra riprende il lavoro all’università, e comincia a isolare neuroni dagli embrioni di pollo e a coltivarli. Scrive dei suoi progressi a Viktor Hamburger che nel 1947 la invita all’università Washington. Renato Dulbecco ricorda “The Queen” – così la chiamavano per l’eleganza e l’atteggiamento: «minuta, ma passo svelto, schiena dritta, mento alto e gli occhi verdi che non avevano paura di nessuno».
Per la scoperta del fattore di crescita nervoso (NGF, Nerve Growth Factor) viene nominata nel 1968 membro dell’Accademia delle Scienze americana e nel 1986, con Cohen, il premio Lasker e il premio Nobel per la medicina. Una scoperta faticosa e determinante, che avvia i biologi verso una nuova strada nello studio dei fattori di crescita.
Femminista, progressista, battagliera, dopo il Nobel diventa celebre anche in Italia, partecipa a molte battaglie civili con un pensiero libero che nel contesto italiano suona persino rivoluzionario: «Non mi sono sposata perché non avevo tempo. Gli uomini mi piacciono, ma se non posso lavorarci insieme, mi annoio».
Scrive libri di ricordi, decine di prefazioni, lettere alle autorità e persino una canzone per il Festival di Sanremo.
Milita contro le mine anti-uomo e la fame nel mondo, sostiene le necessità della ricerca; colleziona premi e lauree honoris causa. Nel 1992 crea una fondazione per aiutare con borse di studio le studentesse africane, e nel 2001 viene nominata senatrice a vita dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.