5 febbraio 2018

Carnevale di Rivoli 2018 – Venerdì 2 marzo ore 20.30 Cena dei conti

Il “nostro” Carnevale è storia di tradizioni, valori condivisi di amicizie, di affetti, di amore per la città, senso di appartenenza ad una comunità.

Il 64° Carnevale di Rivoli come sempre sarà un coloratissimo vortice di stelle filanti, di coriandoli, caramelle ed allegria…

Vi aspettiamo alla sfilata

L’Amministrazione Comunale

 

 

 

 

 

 

 

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Storia del Carnevale
Il Carnevale rivolese nasce intorno agli anni ’50, grazie a Don Mario Drago, un giovane sacerdote di 25 anni che allestisce il primo carro, costruendo il Castello di Rivoli in carta pesta in cima ad una collina. A seguirlo qualche altro carro con bambini sopra: persino uno con Gianduja e Giacometta.
Negli anni successivi, con la nascita della “Pro Rivoli” si cominciò a pensare ad un vero e proprio carnevale rivolese, con carri e maschere. Nacque così la figura del Conte Verde come rappresentante del Carnevale rivolese, insieme a sua moglie Bona di Borbone ad impersonarli per primi furono Maria Colombino e Giovanni Rossino nel 1958.
Da allora la nomina del Conte Verde e della Contessa divenne una tradizione riconosciuta ed apprezzata del carnevale rivolese, che continua tuttora come l’investitura del Conte e la consegna simbolica delle chiavi della città da parte del Sindaco o la distribuzione di caramelle ai bambini durante la sfilata; da allora il nostro carnevale divenne sempre più importante in Piemonte: il terzo dopo quelli di Ivrea e Chivasso.

Amedeo VI, il Conte Verde e Bona di Borbone
Amedeo VI nacque il 4 gennaio del 1334 a Chambery dal Conte Aimone e Iolanda di Monferrato. A soli nove anni, dopo la morte dei genitori, ereditò il titolo di conte; fu un potente signore, un audace combattente e un abile stratega.
Nel 1348 organizzò un grande torneo a cui si presentò tutto bardato di verde dal piumaggio all’elmo ai finimenti del cavallo. Vinse il torneo e da quel giorno non abbandonò più quel colore che gli valse l’appellativo di Conte Verde. Soggiornò a lungo e sovente a Rivoli, ma non nella casa di via Piol, come vuole la tradizione, ma nell’antico castello medievale di cui non rimane traccia. A Rivoli riunì parecchie volte il Consiglio Pincipis, il più importante organo consultivo di giurisdizione di tutta la contea. Qui fece sposare la sorella Bianca con Galeazzo II Visconti, in quella occasione fondò un vero e proprio ordine equestre, l’Ordine del Cigno Nero. Questa istituzione si fondava su un forte patto di alleanza e fedeltà tra i cavalieri e 12 anni più tardi, nel 1362, fu sostituito da un nuovo ordine cavalleresco con il nome di Ordine del Collare che perdura tutt’oggi.

Morì di peste di peste il 1° marzo 1383 in Santo Stefano del Molise e le sue spoglie imbalsamate furono trasportate ad Hautcombe. Bona di Borbone, cugina del Re di Francia Giovanni II, sposò Amedeo VI nel 1355: amava la caccia, le cavalcate e quasi ogni giorno andava in visita in ospedali e monasteri. Fu lei che in assenza del marito si occupò delle questioni politiche riuscendo a mantenere saldamente nelle sue mani il governo.

(Tratto dal libro “C’era una volta un Conte” di Bruna Bertolo)