28 marzo 2017

IMU, TASI, TARI 2017

IUC  2017

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MODULISTICA al seguente link

 

NOTA
E’ possibile utilizzare il calcolatore sottostante per effettuare il calcolo delle imposte e tasse 2017 e per stampare il modello F24 necessario per il pagamento delle stesse.

 

Vai al calcolatore per l’anno 2017

 

ANCHE PER L’ANNO DI IMPOSTA 2017 RESTANO CONFERMATE LE DISPOSIZIONI INTORDOTTE NEL 2017

E’ esentata dal tributo sui servizi indivisibili – Tasi – l’abitazione principale (unità immobiliare classate in A2, A3, A4, A5, A6, A7), ossia l’immobile in cui il possessore e il suo nucleo familiare risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente.

L’esonero è riconosciuto esclusivamente agli immobili con destinazione abitativa accatastati in una categoria diversa dalla A/1(abitazioni signorili), dalla A/8 (ville) e dalla A/9 (castelli e palazzi di eminente pregio artistico o storico), e alle relative pertinenze. In relazione a queste ultime, ricordiamo che si tratta delle unità immobiliari censite nelle categorie catastali C/2 (magazzini e locali di deposito), C/6 (stalle, scuderie, rimesse e autorimesse) e C/7 (tettoie chiuse o aperte); l’esenzione spetta a una sola unità per ciascuna categoria, eventuali ulteriori pertinenze (ad esempio, il secondo box) sono trattate come “altri fabbricati” e pertanto soggetti sia alla tasi che all’imu.
L’esenzione è prevista non solo per il possessore che utilizza l’appartamento come abitazione principale, ma anche per il detentore (inquilino o comodatario) che impiega l’immobile come propria abitazione principale, fissandovi la propria residenza anagrafica e la dimora abituale. L’occupante non dovrà più versare la sua quota parte della tassa sui servizi indivisibili, pari al 20% della tassa medesima. Il possessore, nei predetti casi di affitto o comodato d’uso degli immobili, continua a pagare esclusivamente la sua quota pari all’80% della tassa stessa.

 

 

LE ALIQUOTE IMU E TASI, PER L’ANNO DI IMPOSTA 2017, NON HANNO SUBITO VARIAZIONI RISPETTO A QUELLE DELLO SCORSO ANNO.

LE TARIFFE TARI SONO STATE DETERMINATE GARANTENDO LA COPERTURA TOTALE DEI COSTI DEL SERVIZIO DI RACCOLTA E SMALTIMENTO RIFIUTI.

Il Comune a fine giugno provvederà ad inviare le apposite comunicazioni di pagamento contenenti il dettaglio della tassa rifiuti dovuta per l’annualità 2017 ed i relativi modelli F24.


IUC

Che cos’è
L’imposta unica comunale (IUC) si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale, dovuta dal possessore di immobili, escluse le abitazioni principali (ad eccezione di quelle classate in A1,A8 e A9) e di una componente riferita ai servizi, che si articola nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.
Quando entra in vigore
E’ entrate in vigore a decorrere dall’1 gennaio 2014, e prorogata per l’anno di imposta 2015, 2016 e 2017
COME SI DETERMINA IL TRIBUTO PER CIASCUNA SUA COMPONENTE

IMU

Quali soggetti interessa
Proprietari di immobili, titolari dei diritti reali di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli immobili; titolari di contratto di leasing
Obblighi dichiarativi
Per la presentazione della dichiarazione sull’imposta municipale unica – IMU – restano ferme le specifiche norme legislative e regolamentari. La dichiarazione redatta su appositi modelli approvati dal Ministero, dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo all’inizio del possesso.
Quali immobili riguarda
Fabbricati, terreni, aree fabbricabili, a qualsiasi uso destinati, compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa. L’IMU non si applica al possesso dell’abitazione principale e delle pertinenze della stessa (queste ultime solo se appartenenti alle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all’unità ad uso abitativo), ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Come si determina l’imposta
La base imponibile è data dalla rendita catastale dell’immobile, rivalutata del 5% e moltiplicata per:
– 160 per i fabbricati del gruppo catastale A (esclusi gli A/10) e delle categorie catastali C/2, C/6 e C/7
– 140 per i fabbricati del gruppo catastale B e delle categorie catastali C/3, C/4 e C/5
– 80 per i fabbricati della categoria catastale A/10 e D/5
– 65 per i fabbricati del gruppo catastale D (esclusi i D/5)
– 55 per i fabbricati della categoria catastale C/1
La base imponibile per i terreni è data dal reddito domenicale, rivaluto del 25% e moltiplicato per 135.
Aliquota 3,5 per mille per le sole abitazioni principali in A1, A8 e A9 e relative pertinenze C2, C6 e C7, con detrazione pari a 200 euro.
Aliquota ordinaria 9,4 per mille per negozi, uffici, fabbricati produttivi, seconde case, ulteriori pertinenze, aree fabbricabili e terreni agricoli coltivati e incolti. Unicamente per i fabbricati di categoria D permane la riserva statale ad aliquota base 0,76%, pertanto a favore del Comune dovrà essere versato unicamente il differenziale del 0,18%.
Aliquota 4 per mille per gli immobili concessi in locazione a titolo di abitazione principale alle condizioni definite dagli accordi territoriali di cui all’art. 2, commi 3 e 4, della Legge 431/1998, cosiddetti “canoni concordati” . Per accedere all’aliquota agevolata è necessario presentare apposita richiesta, allegando copia del contratto di locazione.
Aliquota 4 per mille per l’unità immobiliare, inclusa di pertinenze, concessa dal possessore in uso gratuito a parenti di primo grado in linea retta (genitori o figli) che la occupano quale loro abitazione principale. Per accedere all’aliquota agevolata è necessario presentare apposita richiesta, comunicando i dati dell’immobile e dei soggetti con riferimento alla concessione in uso gratuito.
Quando e come si versa
In due rate di pari importo, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre. Resta in ogni caso nella facoltà del contribuente provvedere al versamento dell’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere entro il 16 giugno. Il versamento in autoliquidazione dell’imposta va effettuato tramite modello F24 inserendo il codice catastale del Comune di Rivoli H355 ed i seguenti codici tributo:
3912 abitazione principale A1, A8 E A9 e relative pertinenze (una per ciascuna categoria C2, C6 e C7)
3918 altri fabbricati (negozi, uffici, seconde case, altre pertinenze)
3914 terreni agricoli coltivati ed incolti
3916 aree fabbricabili
3930 quota comunale fabbricati D – 3925 quota statale fabbricati D
PARTICOLARITA’:
USI GRATUITI: L’IMU sull’immobile ad uso abitativo, ad eccezione di quelli accatastati in categoria A/1, A/8 o A/9, dato in comodato d’uso a figli o genitori che lo utilizzano come abitazione principale per il quale si applica l’aliquota agevolata deliberata dal Comune di Rivoli può essere ridotta del 50%. Per aver diritto all’ulteriore riduzione al 50% della base imponibile imu è richiesto che il contratto di comodato venga registrato, che comodante e comodatario risiedano entrambi nello stesso comune e che il comodante possieda un solo altro immobile ad uso abitativo, ove abbia la residenza anagrafica e la dimora abituale, nello stesso comune in cui si trova la casa data in uso. Il possesso di altri immobili non ad uso abitativo (negozi, uffici, terreni) non preclude l’accesso alla predetta agevolazione. Le pertinenze dell’immobile in comodato, seguono il medesimo criterio e pertanto possono essere cedute in uso gratuito nella misura massima di una per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7. Il possesso di tali requisiti deve essere attestato dal contribuente nella dichiarazione Imu.
CANONI CONCORDATI: l’imu sull’immobile ad uso abitativo locato a canone concordato, secondo quanto disposto dalla Legge n. 431/1998, è ridotta del 25%. La presente agevolazione si somma all’aliquota agevolata deliberata dal Comune di Rivoli.
TERRENI: sono esenti i terreni agricoli, nonché quelli non coltivati, ubicati nelle aree montane e collinari, di cui alla Circolare ministeriale n.9 del 14 giugno 1993 (il Comune di Rivoli è ricompreso nell’elenco di cui alla circolare con indicazione dei fogli di mappa dal 3 al 5; dal 30 al 32; dal 34 al 38; dal 40 al 46; dal 48 al 51; dal 53 al 55). Sono altresì esenti tutti i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti alla previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione. Resta pertanto inteso che i terreni incolti e quelli agricoli posseduti ma non condotti, da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali, rimangono soggetti all’aliquota ordinaria deliberata dal Comune, applicando al reddito dominicale degli stessi il coefficiente di rivalutazione del 25% ed il moltiplicatore di 135.

Determinazione Valori Aree Edificabili

Planimetria Zone Omogenee Aree Edificabili 2012

ALIQUOTE IMU 2017

 


TASI

Quali soggetti interessa e quali immobili riguarda
Chiunque possegga o detenga a qualsiasi titolo fabbricati, aree scoperte nonché quelle edificabili, a qualsiasi uso adibiti, con esclusione dei terreni. Nel caso in cui l’unità immobiliare sia occupata da un soggetto diverso dal titolare del diritto reale sull’unità immobiliare, il proprietario e l’occupante sono titolari di un’autonoma obbligazione tributaria, nella misura rispettivamente del 80% e del 20%.
Obblighi dichiarativi
Per la presentazione della dichiarazione della tassa sui servizi indivisibili – Tasi – restano ferme le specifiche norme regolamentari. La dichiarazione redatta su appositi modelli, dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo all’inizio del possesso e detenzione.
Come si determina il tributo
La base imponibile è quella prevista per l’applicazione dell’IMU.
Per le abitazioni principali classate in A1, A8 e A9, che scontano anche l’imu, l’aliquota tasi è fissata nella misura del 2,5 per mille.

Sono assimilate all’abitazione principale e pertanto non più soggette alla tasi – ad eccezione degli immobili classati in A1, A8 e A9:
1) unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari; immobili di proprietà delle cooperative a proprietà indivisa destinati agli studenti universitari, soci assegnatari, a prescindere dal requisito della residenza anagrafica;
2) fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali come definiti dal decreto del Ministro delle infrastrutture 22 aprile 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 146 del 24 giugno 2008. Inclusi gli alloggi di proprietà dell’A.t.c. o altri enti di edilizia residenziale pubblica qualora abbiano i requisiti di alloggi sociali;
3) case coniugali assegnate al coniuge, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio;
4) immobili, in numero massimo di uno per soggetto passivo, iscritti o iscrivibili nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduti, e non concessi in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia ad ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia ad ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dall’articolo 28, comma 1, del decreto legislativo 19 maggio 2000, n. 139, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per i quali non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica;
5) una ed una sola unita’ immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE), già pensionati nei rispettivi Paesi di residenza, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata o data in comodato d’uso;
6) abitazione, non locate, di anziani e disabili che hanno preso residenza in istituti di ricovero o sanitari.

L’aliquota per gli altri fabbricati, quali seconde case, ulteriori pertinenze, negozi, stabilimenti industriali, aree fabbricabili, immobili merce è pari a 1,2 per mille. L’occupante versa la TASI nella misura, stabilita dal Comune, pari al 20% per cento dell’ammontare complessivo della TASI (0,24 per mille) la restante parte pari all’80% rimane a carico del proprietario (0,96 per mille).
L’aliquota per i fabbricati rurali strumentali è pari a 1 per mille.
Quando e come si versa
I versamento in autoliquidazione è previsto alle medesime scadenze dell’Imu, ossia il 16 giugno ed il 16 dicembre. È comunque consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno.
Il versamento è effettuato tramite modello F24 inserendo il codice catastale del Comune di Rivoli H355 ed i seguenti codici tributo:
3958 abitazione principale A1, A8 e A9 e relative pertinenze (una per ciascuna categoria C2, C6 e C7)
3961 altri fabbricati (negozi, uffici, seconde case, ulteriori pertinenze)
3959 fabbricati rurali ad uso strumentale
3960 aree fabbricabili
PARTICOLARITA’:
ABITAZIONE PRINCIPALE POSSESSORE: non sono più assoggettati alla tasi gli immobili ad uso abitativo, ove il possessore ed il suo nucleo famigliare hanno la residenza e la dimora abituale, classati in A2, A3, A4, A5 A6 e A7, e le relative pertinenze nella misura massima di una per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7, anche se accatastate unitamente all’abitazione.
ABITAZIONE PRINCIPALE INQUILINO/COMODATARIO: non sono più soggetti alla tasi, per la quota di competenza dell’utilizzatore ossia il 20% dell’aliquota ordinaria del 1,2 per mille, gli immobili ad uso abitativo, ove l’inquilino/comodatario ha la residenza e la dimora abituale, e le relative pertinenze, nella misura massima di una per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7, anche se accatastate unitamente all’abitazione.
USI GRATUITI: la TASI sull’immobile ad uso abitativo, ad eccezione di quelli accatastati in categoria A/1, A/8 o A/9, dato in comodato d’uso a figli o genitori che lo utilizzano come abitazione principale può essere ridotta del 50%. Per aver diritto alla riduzione al 50% della base imponibile tasi è richiesto che il contratto di comodato venga registrato, che comodante e comodatario risiedano entrambi nello stesso comune e che il comodante possieda un solo altro immobile ad uso abitativo, ove abbia la residenza anagrafica e la dimora abituale, nello stesso comune in cui si trova la casa data in uso. Il possesso di altri immobili non ad uso abitativo (negozi, uffici, terreni) non preclude l’accesso alla predetta agevolazione. Le pertinenze dell’immobile in comodato, seguono il medesimo criterio e pertanto possono essere cedute in uso gratuito nella misura massima di una per ciascuna delle categorie C2, C6 e C7. Il possesso di tali requisiti deve essere attestato dal contribuente nella dichiarazione Imu.
CANONI CONCORDATI: la tasi sull’immobile ad uso abitativo locato a canone concordato, secondo quanto disposto dalla Legge n. 431/1998, è ridotta del 25%.

ALIQUOTE TASI 2017

TARI

Quali soggetti e quali immobili riguarda
Chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani ed assimilati, con esclusione delle aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali tassabili, non operative, e delle aree comuni condominiali di cui all’art. 1117 c.c che non siano detenute o occupate in via esclusiva.
Obblighi dichiarativi
Per la presentazione della dichiarazione della tassa sui rifiuti – Tari – restano ferme le specifiche norme regolamentari. La dichiarazione redatta su appositi modelli predisposti dal Comune, dovrà essere presentata entro il 30 giugno dell’anno successivo all’inizio dell’occupazione e detenzione.
Come si determina il tributo
Il Comune, nella commisurazione della tariffa, tiene conto dei criteri determinati dal D.P.R.n. 158/’99 (copertura di tutti i costi afferenti al servizio di gestione dei rifiuti urbani). Le tariffe per ogni categoria o sotto categoria omogenea sono determinate dal Comune moltiplicando il costo del servizio per unità di superficie imponibile accertata, previsto per l’anno successivo, per i coefficienti di produttività quantitativa previsti dal decreto per le utenze non domestiche e per il numero dei componenti familiari per le utenze domestiche, risultante dagli archivi anagrafici.
Agevolazioni e riduzioni del tributo
Il regolamento comunale prevede diverse riduzioni ed agevolazioni tariffarie, per averne diritto è necessario presentare apposita istanza alle scadenze e con le modalità fissate dal regolamento medesimo. Per il 2017 entro e non oltre il 31 maggio:
riduzione del 30% per abitazioni occupate da soggetti aire,
riduzione del 30% per abitazioni stagionali ed a uso discontinuo,
riduzione del 30% per abitazioni rurali,
agevolazione del 95% per soggetti con isee inferiore a € 5.000,
agevolazione del 70% per soggetti con isee da € 5.001 a € 8.000,
agevolazione del 50% per soggetti con isee da 8.001 a € 15.000.
Ulteriori riduzione ed agevolazioni possono essere reperite direttamente consultando il Regolamento Comunale per l’applicazione dell’imposta unica comunale – Iuc.
Quando e come si versa
Il Comune stabilisce il numero e le scadenze di pagamento del tributo, e provvede all’invio delle comunicazioni di pagamento con indicazione degli importi da versare e le relative scadenze. Per il 2017 sono fissate le seguenti scadenze:
16 luglio 2017 – 1° rata o pagamento in unica soluzione
16 ottobre 2017 – 2° rata
16 gennaio 2018 – 3° rata
Il pagamento dovrà essere effettuato tramite il modello F24 allegato alle comunicazioni di cui sopra, con il codice tributo – Tari 3944.
Altre disposizioni
E’ fatta salva l’applicazione del tributo provinciale per l’ambiente di cui all’art. 19 del D.Lgs. n.504/’92.

Il tributo provinciale, commisurato alla superficie dei locali ed aree assoggettabili ad imposizione, è applicato nella misura percentuale deliberata dalla Città Metropolitana di Torino pari al 5% sull’ importo della TARI.

TARIFFE TARI 2017

 

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Si ricorda che per i tributi versati in auto liquidazione, qualora non venga effettuato il relativo pagamento entro le scadenze fissate dalla normativa vigente o sia effettuato un versamento minore, è possibile regolarizzare la propria posizione contabile attraverso l’istituto del ravvedimento operoso (è possibile a tale fine utilizzare il calcolatore “Calcolo IUC” presente sul sito), applicando le seguenti sanzioni ridotte al tributo non versato. Sull’imposta dovuta dovranno altresì essere conteggiati gli interessi al tasso legale per i giorni di ritardo (nel 2017 pari a 0,1% D.M. Ecomonia 7 dicembre 2016).

Tipologia ravvedimento operoso Termine temporale Sanzione applicabile
Ravvedimento «sprint» Entro 14 giorni dalla scadenza 0,1% per ogni giorno di ritardo
Ravvedimento breve Dal 15° al 30° giorno successivo alla scadenza 1,50% fisso
Ravvedimento medio Dal 31° al 90° giorno successivo alla scadenza 1,67% fisso
Ravvedimento lungo o annuale Se la regolarizzazione avviene entro 1 anni o entro la prima dichiarazione successiva 3,75% fisso