Inaugurato il 7 settembre 2021 lo Sportello Antiviolenza del Comune di Rivoli

Questa mattina è stato inaugurato il nuovo Sportello Antiviolenza del Comune di Rivoli alla presenza del Sindaco di Rivoli Andrea Tragaioli, dell’Assessore alle Pari Opportunità Alessandra Dorigo, la Presidente dell’Associazione Emma Onlus Anna Maria Zucca, il Vicesindaco Laura Adduce, l’Assessore Alfonso Lettieri, la Polizia di Stato e la Compagnia dei Carabinieri.

L’Assessore alle Pari Opportunità Alessandra Dorigo in merito dichiara: “L’ apertura dello sportello antiviolenza in collaborazione con l’associazione EMMA Onlus, è un primo passo importante e concreto che dimostra la nostra costante attenzione sul tema della violenza sulle donne. La Città di Rivoli metterà a disposizione uno spazio sicuro all’interno del Comune di Rivoli dove le donne potranno essere ascoltate e aiutate.

Lo Sportello è attivo da oggi e aperto tutti i martedì, presso la sala 3 della Sede Comunale di corso Francia 98, al 1° piano dalle ore 14.00 alle ore 17.00 nello specifico:

– accesso diretto (senza appuntamento) dalle 14.00 alle 16.00;

– sostegno operatrici e/o psicologico e/o legale (su appuntamento) dalle 16.00 alle 17.00.

– reperibilità telefonica anche a sportello chiuso, al numero di emergenza 3664607803.

Lo sportello offrirà alle donne che avranno necessità: accoglienza, ascolto e supporto ad opera delle volontarie specificamente formate dell’Associazione.

Le utenti potranno fruire gratuitamente di tutti servizi disponibili, nonché, in relazione alla specifica situazione, appoggiarsi alla Rete Antiviolenza territoriale che si costituirà nei prossimi mesi.

La sinergia fra la Città di Rivoli e l’Associazione Centri antiviolenza E.M.M.A. Onlus è sfociata nella proposta di un Protocollo Operativo, di cui si è discusso in mattinata, destinato alla partecipazione di diversi Enti del territorio.

Le parti coinvolte potranno costituire un tavolo di lavoro permanente riservandosi la possibilità di confrontarsi ogniqualvolta se ne presenti l’esigenza, per giungere così ad un livello di gestione fermo ed efficiente di un fenomeno emergenziale e dilagante come quello della violenza sulle donne, che troppo spesso assistiamo culminare nell’orrore del femminicidio.