Lotta alla zanzara tigre: cosa fare nelle proprie abitazioni/cosa fa il Comune

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Anche quest’anno, con la bella stagione, è arrivato il momento di difendersi dalla zanzara tigre, fastidioso e pericoloso insetto giunto da noi anni or sono dal sud-est asiatico.

Questa zanzara, che, a differenza delle zanzare comuni, è molto attiva anche durante le ore diurne, soprattutto all’aperto, utilizza piccole raccolte d’acqua per completare il suo ciclo di sviluppo.

Non essendo possibile eliminarla, è necessario cercare di tenerla sotto controllo, ossia al di sotto di una soglia di tolleranza che ne permetta una coesistenza con l’uomo e limiti la possibilità di diffusione di malattie tropicali accidentalmente introdotte da viaggiatori di ritorno dalle zone endemiche.
Il modo più efficace per limitare il numero di zanzare è quello di ridurre i luoghi adatti al loro sviluppo, i cosiddetti “FOCOLAI LARVALI” che possono trovarsi nelle case di ognuno di noi senza che ce ne rendiamo conto. La maggior parte dei focolai utilizzati dalla zanzara tigre si trovano infatti in giardini, orti, terrazzi e addirittura all’interno delle abitazioni.
In pratica, ogni piccola raccolta d’acqua stagnante può diventare un luogo di sviluppo delle larve di zanzara tigre.
Alcuni focolai sono ben identificabili, come fusti e bidoni, altri possono sfuggire, come vasi e sottovasi, altri ancora sono ben celati, come cisterne sotterranee e raccolte d’acqua in tombini e caditoie.
E’ perciò necessario esaminare con cura tutta la casa, in particolare i luoghi all’aperto (giardini, orti, cortili, terrazzi, balconi), ma non solo, per identificare i possibili focolai di sviluppo larvale.
Fatto ciò, per ogni focolaio identificato si devono trovare delle soluzioni secondo questo semplice schema:

  • se il recipiente che contiene l’acqua (o può contenerla in seguito a piogge) non serve, occorre eliminarlotenerlo rovesciato o svuotarlo e riporlo al chiuso;

  • se l’acqua potrebbe scorrere via ma è bloccata occorre rimuovere ciò che ostruisce lo scolo (es. vasche, lavandini o grondaie otturate);

  • se il recipiente e l’acqua che contiene hanno una loro utilità (es. fusti degli orti) occorre chiudere ermeticamente il recipiente con un coperchio a chiusura stagna, un telo da zanzariera o di plastica ben teso e ben legato per impedire alle zanzare di entrare e uscire liberamente;

  • se il recipiente non si può chiudere, ma è sufficientemente ampio e l’acqua è sempre disponibile (es. vasche ornamentali) è sufficiente metterci dentro dei piccoli pesci, ottimi predatori di larve di zanzara, per renderlo inoffensivo;

  • se il recipiente è piccolo e facilmente maneggiabile (es. sottovasi) occorre svuotarlo completamente almeno una volta ogni due giorni e pulirlo con una spugnetta abrasiva per eliminare eventuali uova deposte al suo interno;

  • se invece si ha a che fare con una raccolta d’acqua non gestibile in alcuno dei modi fin qui visti (ad esempio quella che si raccoglie all’interno delle caditoie sifonate, delle cisterne sotterranee, delle griglie di scolo, o dei pozzetti di ispezione delle grondaie) è necessario effettuare periodici trattamenti con appositi prodotti larvicidi dal mese di maggio fino alla metà di ottobre. Questi prodotti si possono trovare in commercio nei negozi di forniture per il giardinaggio, i fai da te, i consorzi agrari e in alcuni supermercati ben forniti. Ve ne sono di vari tipi, ma in ogni caso occorre attenersi alle istruzioni riportate in etichetta.

COSA FA IL COMUNE
Ovviamente anche su suolo pubblico si possono trovare focolai di sviluppo. Per questo motivo, la Città di Rivoli aderisce da diversi anni al progetto della Regione Piemonte e dell’IPLA di lotta alla zanzara tigre; grazie al progetto, la Regione contribuisce economicamente con una somma uguale a quella stanziata dal Comune. Il progetto prevede sia attività di monitoraggio e divulgazione, sia trattamenti mediante l’utilizzo di prodotti larvicidi o adulticidi.
Un tecnico incaricato verifica innanzitutto la presenza di larve di zanzare nei possibili focolai presenti su aree pubbliche; in caso di positività, il focolaio viene trattato nella maniera più opportuna.

Lo stesso tecnico è disponibile per sopralluoghi presso gli edifici privati, per identificare i possibili focolai e suggerire le possibili soluzioni da adottare. I cittadini possono chiamare il NUMERO VERDE 800.171.198 sia per richiedere l’intervento del tecnico che per avere informazioni e per segnalare la presenza di focolai sul territorio.
Si consiglia di consultare la pagina web dell’IPLA https://zanzare.ipla.org/index.php/it/ per tutte le informazioni al riguardo.

Si informa inoltre che il primo trattamento della stagione sulle caditoie stradali con presenza di acqua, utilizzando apposita sostanza larvicida, sarà eseguito a partire dal 21 giugno.