Descrizione
L'archivio è la raccolta ordinata dei documenti che il Comune ha prodotto e ricevuto nello svolgimento della sua condotta. Se si considera che l'azione dell'Ente locale coinvolge ogni settore di attività e la vita di ogni residente, appare con evidenza che nell'archivio comunale si conservano documenti molto diversi fra loro che costituiscono la memoria di tutta una Comunità. L'archivio comunale rappresenta, quindi, una fonte insostituibile per la ricostruzione delle vicende di un paese che, insieme agli archivi di carattere religioso, permette di rispondere alla maggior parte degli interrogativi delle persone sulla propria storia.
Il Comune di Rivoli dispone di un archivio storico di grande importanza e di notevoli dimensioni, che a pieno titolo può essere accostato al consistente patrimonio artistico e architettonico costituito da edifici monumentali e opere d'arte.
Si tratta della raccolta dei documenti che mantengono memoria delle scelte delle Amministrazioni che si sono succedute, dei rapporti fra le famiglie di Rivoli, dello sviluppo dell'economia cittadina e della sua trasformazione da agricola a industriale; sono gli atti che confermano il ruolo importante che Rivoli ha avuto per secoli all'interno dello Stato sabaudo e quelli che testimoniano le vicende del castello, le avventure militari e i rapporti che la città ha intrattenuto con l'esterno.
Accanto alla documentazione cartacea, di carattere tradizionale, la raccolta è impreziosita da pergamene, sigilli, disegni acquerellati, antichi volumi e fotografie che raccontano la storia della Comunità fin dai secoli più lontani. Il documento più antico è un atto di compravendita del 1230; da quella data le carte dell'archivio storico proseguono fino al 1966 e poi fino ad oggi con i fondi più recenti.
Lo sviluppo complessivo dell'intero archivio storico è di 310 metri lineari, vale a dire che se tutti i fascicoli e i registri che sono conservati venissero allineati l'uno di fianco all'altro, come i libri su di uno scaffale, si formerebbe un'unica fila lunga, appunto, oltre trecento metri. Alle carte vanno aggiunte alcune centinaia di mappe e di disegni di grandi dimensioni conservati in cassettiere metalliche.
Accanto alla documentazione storica, in Comune viene conservato anche l'archivio di deposito che raccoglie le carte e gli atti dal 1967 ad oggi. La differenza fra le due raccolte non è solo di carattere temporale, ma riguarda anche la rilevanza che assume l'aspetto storico o amministrativo: l'archivio storico raccoglie atti che hanno un marcato valore storico rispetto ad un interesse di carattere amministrativo assai affievolito, mentre nell'archivio di deposito la valenza amministrativa e gestionale dei documenti è più rilevante nei confronti del valore storico.
Si propongono di seguito gli inventari in formato PDF, come segue:
- inventari antichi: la trascrizione degli inventari redatti nei secoli passati e, più precisamente, nel 1488, nel 1751, nel 1840 e nel 1858, trascritti a cura di Andrea Calzolari e Daniela Cabella (2005);
- l'inventario della Sezione I (1337 - 1858) e della Sezione II (1858 - 1896), a cura di Daniela Bello (2006);
- l'inventario della Sezione III (1864-1973) e dei fondi aggregati, a cura di Daniela Cabella e Dimitri Brunetti (2006).
Per la Sezione I è inoltre disponibile la schedatura analitica del fondo "Atti di lite" (Sezione I, Serie 64, numero di corda da 454 a 529), documentazione che riflette in modo considerevole l'attività giudiziaria della Comunità di Rivoli in un periodo che si estende dal 1455 al 1855.
I fondi aggregati sono:
- Fondo catasto;
- Fondo Ente Comunale di Assistenza (E.C.A);
- Fondo Patronato scolastico;
- Fondo Organizzazione nazionale maternità e infanzia (O.N.M.I.);
- Fondo Consorzi sanitari ed esattoriale;
- Fondo Colonia Leumann;
- Fondo Ufficio di conciliazione;
- Fondo Registri parrocchiali d’anagrafe (parrocchie di S. Maria della Stella, di S. Martino, di S. Bartolomeo e delle Cappella battesimale della Beata Vergine in Tetti Neirotti).
L'inventario dell'Archivio storico della Città di Rivoli è disponibile e navigabile anche sulla piattaforma regionale Memora per i beni culturali, dedicata alla valorizzazione dei beni culturali piemontesi.